Un malinconico tuffo nel gioco della vita

Se ne 'Il pipistrello" e in altre operette viennesi dimenticare è tuffarsi nel gioco della vita; se in Lehàr dimenticare è abbandonarsi a una voluttuosa spirale di dolcezze, nel 'Sogno di un valzer" di Oscar Straus, il dimenticare assume i contorni malinconici della rinuncia.
E' questo il significato più profondo del lavoro, che inizia con la giovane Elena, principessa di Flausenthurn, innamoratasi a Vienna di un ardente ufficiale, Niki, che è riuscita a ottenere dal padre, Gioacchino XIII, il permesso di sposarlo.
Niki, però, trova tediosa l'etichetta di corte e rimpiange la vita spensierata che conduceva a Vienna. Ma ecco, come per incanto, il magico suono del valzer. C'è un'orchestrina di dame viennesi diretta dall'incantevole Franzi, che sembra incarnare la bellezza tipica delle donne viennesi. Fra i due nasce un tenero idillio, ma viene presto interrotto da una dura realtà: Niki deve appartarsi con Elena per la sua prima notte di nozze. Intanto le dame di Corte hanno fatto perdere la testa al reggente Gioacchino XIII e a suo cugino Lotario. Elena si rende conto delle esigenze di Niki e cerca di dare un'impronta 'danubiana" al castello: si farà aiutare dalla direttrice dell'orchestra di dame, Franzi, non sapendo che si tratta proprio della sua rivale. Quando il mistero si rivelerà, sarà ormai troppo tardi: Elena è diventata amabile e civettuola come la vuole Niki e l'avventura con Franzi appartiene ormai al passato. D'ora in poi al castello di Flausenthurn si ballerà e si canterà come se si fosse al Prater, il giardino dei divertimenti.
'Sogno di un valzer" è una di quelle operette che vogliono piacere a tutti i costi. Acuisce quindi il distacco tra gioia di vivere (Franzi) e la vita monotona (Elena). Da una parte soffia forte il vento del valzer, della capitale austriaca, della felicità, a cui fa da contraltare un mondo che disconosce queste gioie e che sembra condannato ad una perenne tristezza. Per arrivare al"vissero felici e contenti" si passa attraverso la breve avventura di una notte viennese. Una di quelle che lasciano il segno. Dove l'avventura ha i colori tenui delle illusioni e persino della commozione, e dove l'arcata musicale è tutta una lunga, incantevole modulazione sul Valzer (anche se non mancano una marcia solenne e il grazioso duetto comico). Il Valzer come Sogno. E viceversa.
SOGNO DI UN VALZER di Oscar Straus, con la Compagnia di perette Corrado Abbati; regia di Corrado Abbati. 5 aprile