Referendum, 250 firme davanti al S. Matteo
PAVIA. Oltre 250 firme in tre ore, più di 1.500 in un mese: l'iniziativa promossa ieri mattina dai Ds - i referendum parzialmente abrogativi della legge sulla procreazione assistita - ha fatto breccia nella sensibilità dei pavesi. In particolare dei giovani. Con il loro banchetto allestito davanti al policlinico S. Matteo, la parlamentare Piera Capitelli e il segretario provinciale Angelo Zucchi, insieme ad altri, hanno voluto dare un segnale assumendo come sede dell'iniziativa un luogo simbolico: il policlinico, «luogo di ricerca che la legge - sottolineano i diessini - penalizza».
«Si può firmare fino al 23 settembre in Comune, all'ufficio Anagrafe e nei quartieri». Ma i Ds con l'iniziativa di ieri hanno quasi ultimato la loro raccolta di adesione ai referendum. Davanti al policlinico, ieri alle 9 alle 12 si sono fermati e hanno firmato medici, infermieri, liberi professionisti, donne in gravidanza e famiglie che da poco hanno avuto un bambino. Soprattutto giovani. Una generale curiosità verso questa presa di posizione, si è tradotta in una convinta dimostrazione di sfiducia nei confronti della legge sulla procreazione assistita.
All'organizzazione hanno preso parte anche Nadia Meriggi, le consigliere Ds Maria Teresa Nizzoli e Nadia Marchesotti, il consigliere regionale Carlo Porcari.
«Soprattutto i giovani hanno capito il senso di questa campagna: raccogliere tante firme per far cambiare una legge ingiusta contro la libertà di ricerca e la libertà della coppia - ha spiegato Piera Capitelli - Ci auguriamo che sia utile per riportare la questione in parlamento. A tale proposito riteniamo inaccettabili gli attacchi del ministro Carlo Giovanardi, incoraggiante è invece la posizione del ministro Stefania Prestigiacomo».
«La nostra presenza qui, davanti al policlinico, ha carattere simbolico: questo è un luogo di ricerca, e condizionarne la libertà significa non tenere conto dei bisogni della scienza e della medicina, libertà che non è totale ma limitata da leggi di questa natura - ha aggiunto l'onorevole Capitelli - Oggi hanno firmato prevalentemente i giovani, e questo ci fa capire che chi è interessato personalmente trova interesse anche nella nostra iniziativa».
«La nostra è una mobilitazione contro una legge sbagliata, che imbriglia la ricerca, mortifica la coppia e lede gravemente la salute delle donne - ha spiegato Angelo Zucchi - Noi siamo per la regolamentazione che consenta alle persone di utilizzare gli strumenti esistenti che la ricerca mette a disposizione».
«Quella sulla procreazione assistita è una legge oscurantista, prerogativa dell'Italia. Le regole religiose non devono essere imposte a tutti - ha detto Zucchi - La nostra scelta di raccogliere firme davanti al policlinico è indicativa. L'operazione sulle due gemelline portata a termine a Pavia è stata eccezionale, ma possibile grazie ad un impianto fatto in Turchia e non in Italia perchè qui non è consentito da questa legge».