Procreazione, cosi non piace

ROMA. Gli italiani bocciano la legge sulla procreazione assistita, entrata in vigore lo scorso 10 marzo, e circa sette su dieci non approvano, tra l'altro, il divieto al ricorso alla diagnosi genetica preimpianto e alla fecondazione eterologa, cioè con il seme di un donatore esterno alla coppia. E, nel caso si arrivasse al referendum, il 54% voterebbe per la sua abrogazione. Posizione indicata, nella stessa percentuale, anche dai cattolici praticanti.
Pronte a dire «no» alla legge anche tutte le rappresentanze politiche. E' quanto emerge da un sondaggio commissionato dall'Espresso alla Swg di Trieste e condotto, telefonicamente, su un campione di 700 persone, rappresentativo della popolazione italiana, di età superiore ai 18 anni, di cui è stata fornita una anticipazione.
Inoltre, secondo il sondaggio, è cresciuto negli ultimi nove mesi il grado di insoddisfazione rispetto alle nuove regole dettate dalla legge: il 40% degli intervistati (settembre 2004) è insoddisfatto, contro il 30% del dicembre 2003, mentre i soddisfatti rappresentano il 19% (contro il 45% del 2003).
In particolare, secondo i risultati della ricerca, se oggi si andasse ad un referendum - è stata la domanda - il 54% degli intervistati voterebbe per l'abrogazione della legge sulla fecondazione assistita, il 34% per il suo mantenimento, mentre un 12% non sa o non risponde.
La stessa posizione emerge dalle risposte fornite in relazione alla sfera religiosa. Il 54% dei praticanti si è pronunciato per la sua abrogazione (il 35% per il mantenimento, l'11% non sa); anche la maggioranza dei non praticanti (51%) ha espresso la propria volontà ad un eventuale abrogazione della legge (il 34% si è detto per il mantenimento, il 15% non sa).
Ugualmente, il 66% dei non credenti si è detto favorevole alla sua abrogazione.
La stessa posizione emerge, inoltre, senza distinzione di«partito», dall'analisi rispetto all'autocollocazione politica: dalla destra al centro, alla sinistra, la maggioranza degli intervistati voterebbe per abrogare la legge.
Quanto al giudizio sui punti più contestati dalla legge - che in generale guadagnano una sonora bocciatura da parte degli italiani intervistati ed un conseguente abbassamento del grado di condivisione rispetto all'anno scorso - la percentuale di quanti si sono detti d'accordo, per esempio, con il divieto di fecondazione eterologa è scesa dal 48% di dicembre 2003 al 33% di settembre 2004.
E' scesa al 26% (rispetto al 35% di dicembre scorso) la percentuale degli italiani d'accordo sul divieto di diagnosi di malattie genetiche e malformazioni sugli embrioni prima dell'impianto nell'utero; al 22% (contro il 39% dell'anno scorso) per quanto concerne il divieto di produrre più di tre embrioni e l'obbligo di impiantarli tutti; al 39% (contro il precedente 51%) per il divieto di conservare e sopprimere gli embrioni. Infine, sempre rispetto al divieto di fecondazione eterologa, è in disaccordo il 63% degli italiani praticanti e non praticanti.
Immediati i commenti politici: «Invito tutti gli iscritti ed i simpatizzanti verdi a mobilitarsi nel prossimo fine settimana per firmare e far firmare il referendum sulla fecondazione assistita»: ha preso la palla al balzo il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio. E per Barbara Pollastrini coordinatrice delle donne DS il sondaggio «conferma come la maggioranza delle donne e degli uomini di questo Paese, ritengono la legge punitiva e inadeguata».