Il sindaco difende Voceversa

VIGEVANO.«Poteva essere più semplice gettarsi in spettacoli di più facile apprendimento per ottenere risultati più eclatanti. Non si poteva aspettare un maggior numero di spettatori ad un'iniziativa di nicchia e di alta professionalità come Voceversa». Il sindaco Ambrogio Cotta Ramusino difende il festival della musica corale e la fondazione Tagger che l'ha organizzato, spendendo, stando ai dati forniti dal direttore della fondazione, 350 mila euro, in buona parte arrivati da enti pubblici. «Il progetto - aggiunge il sindaco - va valutato nell'arco di tre anni, non solo alla prima uscita. Anche in passato, con altre amministrazioni, ci sono state iniziative elitarie che non hanno avuto subito risultati brillanti. Ripeto, aspettiamo tre anni, lasciamo il tempo a questa manifestazione di attecchire e poi giudicheremo. Teniamo conto del fatto che l'obiettivo di questa proposta era anche quello di uscire dagli schemi consolidati». La novità, secondo il sindaco, può non avere incontrato subito i favori del pubblico, ma il festival ha tempo per rifarsi. «La fondazione Tagger vuole creare qualcosa che non si esaurisca quest'anno - aggiunge Cotta Ramusino - ma una manifestazione di livello che caratterizzi la città, come il festival di Spoleto o le settimane musicali di Stresa». Ma in città c'è chi non condivide l'impostazione data al festival, come Marisa Spacca, consigliere comunale Ds della lista «Per Vigevano». «Questo festival è stato finanziato in gran parte con soldi pubblici - afferma Spacca - e doveva raggiungere tutti, non un'elite di persone. Fare cultura per pochi non mi sembra opportuno, specie se i soldi sono di tutti. Io non metto in dubbio la qualità dei contenuti, ma non credo sia questa la strada per fare di Vigevano una città di cultura. Tra l'altro, ho avuto anche l'impressione che fuori città la manifestazione sia stata poco pubblicizzata. Credo che anche gli organizzatori si aspettassero un risultato migliore». Roberto Guarchi, capogruppo di Rifondazione comunista, afferma che «occorre una riflessione sull'esperienza di questa prima edizione di Voceversa e bisogna lavorare perché le difficoltà incontrate questa volta siano superate l'anno prossimo, per capire se l'investimento realizzato possa dare frutti migliori. E' stata comunque un'iniziativa interessante con alcune fughe in avanti sulla sperimentazione che andavano forse portate a piccole dosi». Guarchi inoltre ritiene che i prezzi dei biglietti fossero poco popolari. «Fossi negli organizzatori - afferma - in futuro valuterei la politica dei prezzi dei biglietti che mi sembravano troppo alti per il tipo di spettacolo proposto. Non è una bocciatura, ma una richiesta di correzione di rotta. Per il resto, l'ente pubblico fa bene a investire in iniziative durature». (d.a.)