Il festival spende e non piace
VIGEVANO.«L'unico problema è che la gente che porteremo a Vigevano non sapremo dove metterla a dormire». Cosi diceva ai rotariani vigevanesi, sei mesi fa, il direttore aritistico del festival «di creatività musicale» Voceversa, Alessandro Cortese. Al di là delle cifre fornite dall'organizzatore, alla chiusura della prima edizione della manifestazione, l'evento può essere definito un mezzo fallimento. Non solo per il pubblico - scarsissimo nelle serate a pagamento - ma per l'imponente investimento della Fondazione Tagger, costituita un anno fa con 273 mila euro stanziati quasi totalmente da enti pubblici.
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