«In depressione dopo quell'investimento»
VIGEVANO. «Ho investito 40 mila euro in bond Parmalat: è stato un brutto colpo per me e mia moglie. Io avevo già un esaurimento nervoso, e quando è scoppiato il caso Parmalat è stata una batosta davvero difficile da affrontare, sono andato in depressione». A parlare è un pensionato di 64 anni che ieri pomeriggio ha partecipato alla riunione del «Comitato difesa consumatori Cirio, Parmalat e Argentina» di Adiconsum, organizzata nella sede del sindacato Cisl in via Madonna Sette Dolori 6.
Relatori il segretario provinciale di Adiconsum, Cesare Germani, e il responsabile vigevanese Mario Garza.
Dietro alle cifre circolate in tutti questi mesi, spesso si celano storie di persone semplici, pensionati che hanno messo i loro risparmi li e a un certo punto si sono sentiti dire che i loro titoli erano carta straccia.
Ora nutrono qualche speranza, grazie anche all'incontro in comitati di consumatori come quello di Adiconsum che hanno, come primo effetto, quello di non farli sentire isolati e soli davanti a questa vicenda.
«Io ho presentato tutte le denunce possibili e immaginabili - spiega il pensionato 64enne - e per ora non ho saputo nulla. La cifra che avevamo investito io e mia moglie era circa la metà dei risparmi di una vita, che se ne sono andati. Ma comunque, la speranza è l'ultima a morire, contiamo di recuperarene almeno una buona parte». E' stato anche contattato da un legale, non pavese: «Mi ha preventivato 2 mila euro solo per avviare la pratica: ho lasciato stare».
Una possibilità dice di averla avuta, ma gli risultava inaccettabile. «La banca che ci ha venduto le obbligazioni - spiega il pensionato - ci aveva offerto circa 12 mila euro. Io ho rifiutato perché ho investito 40 mila euro e spero almeno di recuperarne la metà. E la nostra speranza principale è dovuta al fatto che l'attività della Parmalat continua».
«Io avevo bond Argentina, obbligazioni Parmalat e Cirio - spiega un altro pensionato, di 78 anni - Solo in Cirio aveva investito 8 mila euro. Ho scritto alla mia banca per avere chiarimenti, ma non ho ancora avuto risposta. Ho presentato denuncia alla Guardia di Finanzna, ho scritto una raccomandata al Tribunale di Collecchio, ma per ora tutto tace. Per fortuna io e mia moglie avevamo investito in quelle obbligazioni solo una parte dei nostri risparmi, altrimenti adesso saremmo in giro a chiedere la carità. Per un pensionato quei soldi sono davero tanti».
Germani ha fatto il punto della situazione, davanti a una quindicina di investitori, molti dei quali bene informati, sulle obbligazioni Parmalat e Argentina.
«Qualcosa si sta concretizzando - ha detto Germani, che ha voluto lanciare segnali di speranza senza però creare illusioni - vedremo se quel qualcosa diventerà realtà. Il commissario Bondi si sta muovendo con serietà e trasparenza. Purtroppo in Parlamento siamo ancora all'anno zero su questo argomento: non è stato fatto ancora niente per tutelare i piccoli risparmiatori».
Sui titoli di Stato argentini, Germani ha spiegato che una delle ipotesi avanzate è stata quella del «rimborso entro 35 anni del titolo nominale, con tasso di interesse crescente». «I nonni piangono - ha commentato un pensionato presente alla riunione - ma i nipoti ridono».