«Sull'Unione dei Comuni la Setmani mi ha sorpreso»

VIDIGULFO.Giovanni Magni, che nel giugno scorso passò il testimone di primo cittadino a Enrica Setmani, interviene nel dibattito innescatosi nelle 4 località dell'alto pavese sul futuro immediata dell'Unione. Magni, oggi assessore alla mobilità al Comune di Pavia, è uno dei sindaci uscenti che ha lavorato alla costruzione del progetto, «colpevole» per questo agli occhi della nuova amministrazione di aver deciso per altri. «Sono rimasto molto sorpreso dalla posizione del sindaco Setmani - afferma Magni - e dalle dichiarazioni rilasciate che sembrano contradditorie fra loro. Da un lato dice di non essere contraria in linea di principio all'Unione, dall'altro fa emergere tutta la volontà di utilizzare schemi tecnici per far saltare la stessa». Magni ricorda come il lavoro dedicato al progetto non fu affatto semplice per l'obiettivo ambizioso che si poneva: cercare di creare una rete fra i Comuni dell'area per migliorare l'efficienza dei servizi da erogare ai cittadini. Il tutto perseguendo un modello innovativo che per ogni singola prestazione ne individuasse organizzazione, parametri economici e modalità gestionali. «L'Unione - continua Magni - ha presentato una sfida nella realizzazione di un tessuto comune nel quale ognuno fosse parte integrante. Abbiamo creato le condizioni per un'azione pubblica di valorizzazione del territorio e promozione di opportunità e sicurezza. Tutto questo per dire che l'Unione non è stato il frutto dell'accordo tra sindaci uscenti ma il risultato di lunghi confronti, dibattiti e verifiche. Un lavoro legittimato dagli atti amministrativi e dai consigli comunali dai 4 paesi». Ma proprio quegli atti amministrativi deliberati 12 mesi fa hanno suscitato le perplessità della nuova giunta. «E' implicito - conclude l'ex sindaco - che tutti gli atti si possono modificare nel rispetto delle regole. Il concetto fondamentale però è un altro e cioè il sussistere o meno di una volontà politica. Se esiste tutti gli aspetti di carattere tecnico si possono superare. Tengo poi a precisare che l'attuale vicesindaco Ivano Magni, che faceva parte della mia maggioranza, aveva sostenuto l'Unione tanto da esserne consigliere». Una carica ancora vigente - secondo Magni - perchè «l'articolo 9 al comma 6 dello statuto dice che i rappresentanti dei Comuni i cui Consigli sono stati rinnovati restano in carica sino all'elezione dei successori. Quindi, al di là dei ritardi, l'Unione non può considerarsi sciolta». (g.str.)