«Scuola, ha deciso tutto Roma»

PAVIA. La riforma, in provincia di Pavia, non è stata applicata per la scuola d'infanzia: niente anticipi, come auspicato dal ministro Moratti. Semmai molte code. Troppo lunghe le liste d'attesa anche per i bambini che ne avrebbero diritto, figuriamoci per quelli di due anni e mezzo. Ma a fronte di una crescita di piccoli utenti, non è corrisposta una dotazione adeguata di nuove sezioni. Eppure, sembra, qualcuno la sezione aggiuntiva è riuscito ad ottenerla senza però che Csa provinciale e regionale ne sapessero qualcosa. E la cosa è finita già in Parlamento, grazie a un esposto dell'onorevole Piera Capitelli.
Domattina, in Commissione Istruzione, sarà esaminata l'interrogazione urgente presentata da Piera Capitelli, dei Ds, insieme a due colleghi parlamentari Sasso e Graffignani.
A destare perplessità nell'onorevole era stata la notizia, comparsa sui giornali locali, di nuove sezioni della materna in tre comuni della Provincia: Torrevecchia Pia, Rivanazzano e Montù Beccaria. Strano, visto che sindacati e Csa si erano sperticati in appelli e richieste per strappare al Ministero qualche sezione in più per la scuola d'infanzia. Sezioni ovviamente concesse con il contagocce in tutta la Lombardia: su 176 richieste ne arrivano solo 20, tre nel Pavese.. Ma era stato chiarito già nei mesi scorsi che, nel momento in cui fossero state assegnate nuove sezioni, ne avrebbero avuto diritto i comuni con le condizioni più critiche. Che vuol dire con il maggior numero di bambini in lista d'attesa, senza considerare ovviamente i cosiddetti anticipatari. In tutta la provincia sono più di mille, 700 solo a Pavia città. «Lo stesso dirigente regionale, Dutto, aveva annunciato ai sindacati che se fossero stati trovati nuovi posti in Lombardia sarebbero stati assegnati con il criterio della massima trasparenza e della necessità - chiarisce Capitelli - prendendo in considerazione solo le sezioni nuove e non le trasformazioni da paritarie in statali». «Invece, a quanto pare, in provincia di Pavia le nuove sezioni non sono state attribuite nè seguendo i suddetti criteri nè delegando il dirigente provinciale ma direttamente dal ministero» prosegue Capitelli. Solo Torrevecchia avrebbe i requisiti, spiega sempre la parlamentare. «Vogliamo dunque sapere per quale ragione l'autorizzazione ministeriale di nuovi posti in organico è comprensiva della sede a cui assegnarli». (m.g.p.)