«In Europa la ripresa è avviata ma pesa l'incognita terrorismo»


MILANO. «La ripresa fuori dall'Europa è ben avviata, ben forte, ben lanciata». Sono le parole di Antonio Fazio al termine dei lavori dell'Ecofin. «Anche in Europa - ha aggiunto il governatore della Banca d'Italia - sembra esserci la ripresa: i primi sei mesi dell'anno sono stati meno cattivi del primo semestre degli anni precedenti».
Fazio è intervenuto a Scheveningen, in Olanda, a un vertice informale di ministri delle finanze europei. Molti i temi affrontati. Fazio parla anche del terrorismo. «E' una variabile difficile da valutare e potrebbe avere un effetto di rallentamento della ripresa». Poche, invece, le preoccupazioni per il caro-greggio perchè, secondo Fazio, l'economia europea è meno legata ai consumi petroliferi di quanto lo fosse negli anni '70 e '80.
All'Ecofin, ha spiegato Fazio, si è parlato per circa un'ora delle prospettive di crescita. «Si è discusso - ha riferito il governatore in una breve conferenza stampa - di cosa può significare l'aumento del prezzo del petrolio. Sicuramente ha un effetto inflazionistico. Però si è molto ridotto il peso dell'energia sul calcolo della produzione. Negli anni scorsi le economie erano più dipendenti dal petrolio. Adesso il 'peso" del petrolio si è praticamente dimezzato. Questo significa che un aumento del prezzo del greggio della stessa entità di quello che si è avuto in passato, oggi, avrebbe sulla crescita un impatto dimezzato».
Tradotto in cifre, questo discorso potrebbe portare a una minor crescita di 0,2-0,3 punti percentuali. Detto questo, la ripresa sembra essere più forte del previsto e il Commissario europeo agli affari monetari Almunia parla di una crescita del Pil, in Eurolandia, attorno al 2% in questo 2004.
In pochi si sbilanciano nel fare previsioni per l'anno prossimo, ma lo stesso Almunia si lascia scappare un dato: «Potremmo andare oltre il 2%». Molto dipenderà dall'andamento delle economie in altri Paesi. «In Cina - dice Fazio - il livello di crescita è micidiale».
A sostenere l'economia mondiale anche la Corea e i Paesi dell'America del Sud. Per tornare all'Europa ci sono buone prospettive per l'export. Vanno bene le cose in Germania mentre in Francia c'è una buona ripresa della domanda interna.
Al vertice Ecofin non poteva mancare l'accenno al Patto di Stabilità, cioè all'obbligo per ciascun Paese di mantenere il deficit entro il 3% del prodotto interno lordo. «Il tetto del 3% non va toccato - ha detto il presidente della Banca centrale europea, Trichet. «La Bce - ha spiegato in riferimento al paramentro del 3% - raccomanda di non toccare il regolamento, anche se in un certo numero di aree l'applicazione del patto può essere migliorata».

Gigi Furini