Frattini: «L'Italia non è sola»

ROMA. «La miglior risposta al terrorismo è l'unità del paese e il paese è davvero unito». Berlusconi lo dice dal palco della Fiera del Levante e questa volta nessuno lo smentisce. Il presidente del consiglio sottolinea l'angoscia per le due volontarie rapite in Iraq ed assicura il «massimo dell'impegno» del governo per trovare una soluzione positiva.
Ad auspicare un'azione comune contro i terroristi che hanno sequestrato le due ragazze italiane sono anche i leader dell'opposizione mentre Franco Frattini ricorda che l'Italia «non è più sola» e spiega che se c'è una risposta politica «quella militare è secondaria». Sulla questione interviene anche il ministro Giuseppe Pisanu, che annuncia la creazione di una «Consulta Islamica» che dovrà fornire pareri ed orientamenti su molti argomenti (dalla scuola al tema cruciale della formazione degli Imam) e poi apre al mondo arabo moderato. «Per sconfiggere il terrorismo, il mondo occidentale ha bisogno dell'aiuto dei paesi islamici moderati con i quali - specifica il titolare del Viminale - dobbiamo dialogare».
Un invito a combattere il terrorismo a fianco degli Stati Uniti viene anche da Pier Ferdinando Casini mentre Marcello Pera insiste sulla necessità di un «patto dell'Occidente» per far fronte al terrorismo islamico. «Noi non siamo soldati di una guerra di civiltà, siamo il bersaglio di una guerra santa. Di una Jihad» dice a Gubbio il presidente del Senato «che dura da più di 10 anni». Pera, comunque, non rinuncia a punzecchiare il popolo della sinistra pacifista e va giù duro: «Le manifestazioni che si stanno tenendo in Italia dopo il rapimento delle due volontarie in Iraq sono nobili e lodevoli ma ancora sparute al confronto di quelle pacifiste dello scorso anno».
A sottolineare la gravità del momento è invece Romano Prodi per il quale l'Iraq è diventato «un buco nero», un «pantano» da cui non si riesce ad uscire. l'ex presidente della Commissione Ue conferma che l'Europa è stata ed è al fianco degli Stati Uniti ma non rinuncia ad attaccare la politica di Bush. «La guerra in Iraq non è servita a combattere il terrorismo. La guerra in Iraq» sottolinea Prodi «è nata sbagliata ed ha aggravato il problema oltre ogni imaginabile limite». In italia, comunque, l'opposizione non farà marcia indietro. Massimo D'Alema ribadisce la necessità di una effettiva collaborazione con il governo: «Di fronte a questa sfida occorre l'unità di tutti gli italiani e di tutte le forze politiche». Piero Fassino, dopo l'intervista a Repubblica con cui ha invitato la sinistra ad «abbandonare l'antiamericanismo», conferma invece l'apertura agli Usa. «Sono convinto non da oggi che il rapporto tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea è decisivo». (g.r.)