Rapite in Iraq: presidio in piazza Lunedi veglia alla Casa del Giovane

PAVIA. Il movimento pacifista pavese ha manifestato ieri sera, con un presidio in piazza della Vittoria, per chiedere la liberazione delle quattro persone rapite in Iraq, tra cui le italiane Simona Pari e Simona Torretta. La manifestazione era stata organizzata da Rifondazione comunista. «E' andata molto bene», dice il segretario cittadino Massimo Nizzoli».
«E' stato colto - aggiunge Nizzoli - lo spirito dell'appello per i quattro ostaggi. Questo è solo la prima di una serie di iniziative. Stiamo tra l'altro cercando di organizzare un confronto interreligioso con la comunità islamica pavese».
Il raduno, dietro lo striscione «Guerra alla guerra», si è svolto in piazza della Vittoria. Gli organizzatori del presidio hanno anche chiesto e ottenuto che venisse letto, nel corso del concerto di arie tratte da operette, il volantino di «Ponti per...», l'organizzazione non governativa per la quale le due italiane rapite stavano lavorando in Iraq.
Ma anche altre iniziative sono state organizzate per chiedere il rilascio delle due volontarie. Per esempio quella di Cisl e Casa del Giovane: una veglia di preghiera per ricordare la strage della scuola di Beslan, in Ossezia, nella quale sono morte oltre 300 persone. La veglia si svolgerà lunedi alle 18.45 nella chiesa della Casa del Giovane, in via Lomonaco. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.
Sulle manifestazioni per la liberazione di Simona Torretta e Simona Pari interviene anche Azione giovani, il movimento universitario che fa capo ad An. «Manifestare per la liberazione delle due italiane - sostiene Angelo Trivigno, presidente provinciale di Azione giovani - è un dovere collettivo, come lo è stato per i caduti di Nassiriya, per Fabrizio Quattrocchi e per Enzo Baldoni. La richiesta di ritiro delle forze italiane è inaccettabile. E' auspicabile invece il coinvolgimento delle forze moderate del mondo islamico nella lotta al terrorismo internazionale». «Dopo questo ennesimo fatto - dice il pavese Vittorio Pesato, vicepresidente nazionale di Azione giovani - è chiaro che bisogna cambiare alcune strategie per poter sconfiggere il terrorismo internazionale. L'Europa si trova a dover operare una scelta: essere indipendente e in grado di ritrovare la sua identità storica fondata sulle radici cristiane ed ellenico-romane, o dover per forza rincorrere le linee politiche tracciate da altri».