Il ct Lippi: Nazionale davanti ai club
ROMA.Un solo club, l'Italia. Almeno finchè si gioca per la qualificazione ai Mondiali 2006. Sull'onda del secondo successo in due partite ufficiali, Marcello Lippi ribadisce di sentirsi per ora più l'allenatore della nazionale che non il suo selezionatore, e va persino più in là, nel tentativo di esportare in azzurro la sua esperienza di gestione in serie A: «Non se ne parla che, quando devo fare le convocazioni o scegliere chi tenere in campo, io sia condizionato dagli impegni dei club: nelle amichevoli si userà buon senso, ma ci mancherebbe che le società facessero delle pressioni sulla nostro cammino per il Mondiale 2006». Oltre che con la doppietta Norvegia-Moldavia («il bilancio di questi primi dieci giorni è positivo, prima di tutto per l'en plein») Lippi torna infatti a lavorare da dietro le quinte con un primo segnale di possibili problemi per il futuro. Che non sono solo la necessità di «aumentare intensità di gioco e continuità». Piuttosto, aver tenuto in campo per tutti i 90' il centrocampo del Milan («avevo in mente da prima di schierarlo, dovendo fare molti cambi ho preferito affidarmi a un gruppo collaudato») deve aver pesato nelle gambe - e non solo - di un Gattuso, impiegato anche per tutta la precedente partita. In campo, il milanista è stato visto spesso parlare con il ct in panchina, e alla fine sulla domanda del perchè i cambi non lo avessero coinvolto, ha glissato: «tutto sommato abbiamo portato il risultato a casa», la sua risposta fredda. «Non mi interessa andare a vedere cosa succedeva prima - la risposta di Lippi - . Semplicemente, questa nazionale ha un progetto: diventare una squadra, creare un certo gioco che è poi quello di molte formazioni italiane e arrivare al Mondiale per essere protagonista. Come potrei farmi condizionare dagli impegni di un sabato di campionato? Le società capiranno, e d'altra parte ne saranno beneficiate anche loro». Un segnale di distensione, è arrivato dalla decisione della Figc di varare un charter particolare per i giocatori impegnati in anticipo: con 30mila euro - ed è la prima volta che il volo è pagato interamente dalla federazione - un velivolo da trenta posti ha riportato nella notte su Milano gli azzurri di Milan, Inter e poi Juve Samp e Parma (ovvero in più tutti quelli per i quali era più comodo volare su Malpensa), accompagnati da Riva e dal medico azzurro. Più tardi, con i giornalisti al seguito, è decollato invece il charter ufficiale con il resto della squadra e Lippi, che ha volato su Roma e poi su Milano. «I giocatori delle grandi squadre - ha detto Lippi - avranno un solo mercoledi libero di qui alla fine dell'anno, non vedo perchè andare a prendere certi giocatori nelle poche amichevoli che faremo, con tanti altri da vedere». Ed è questa l'altra faccia della diplomazia amichevole di Lippi: il ct, ad esempio, ha chiarito che l'accoppiata con Del Piero si è ricostituita per Chisinau, ma non è detto sia cosi in eterno. «Aspetto Totti, Cassano, Cannavaro e gli altri a braccia aperte, e quando ci saranno vedremo...», ha chiosato Lippi. E poi la Nazionale tornerà solo a ottobre.