In viaggio sulla linea-lumaca
VIGEVANO.Novanta minuti di ritardi in tre giorni. Finite le vacanze, torna la vita del pendolare sulla Milano-Mortara: quella che, in base ai dati forniti dalla Regione e relativi al mese di giugno, è la linea peggiore in Lombardia. «Nei primi tre giorni di lavoro - informa l'e-mail di una pendolare - da Vigevano a Milano Porta Genova e viceversa, abbiamo accumulato ben 90 minuti di ritardo tra le partenze sfalsate e gli arrivi». I viaggiatori della Milano-Mortara ricevono un bonus del 20 per cento sul costo dell'abbonamento mensile perchè l'indice di affidabilità fissato a 6 come soglia massima di sopportazione dei disagi è stato sorpassato e ha toccato quota 14,15. «Ben 8 punti oltre ciò che viene considerato come valore soglia perchè il servizio erogato sia sufficiente - si sfoga la pendolare -. Cosa serve indicare a Trenitalia i problemi se l'unica soluzione si riduce nel comunicarci con due mesi di ritrado sull'accaduto che siamo la direttrice più disastrata della rete ferroviaria lombarda e quindi pensano di compensare con l'aumento del bonus?».
Un recente inconveniente sul percorso del Pendolino ha attirato l'attenzione sulla situazione della rete ferroviaria, ma solo per i treni a grande percorrenza. «Perchè non viene riservata la stessa attenzione al servizio che viene dato ai pendolari in tutta Italia?», continua la viaggiatrice vigevanese. La frammentazione dei gruppi di pendolari è, in questo senso, un elemento di debolezza. «Crediamo che il rilievo dato ai disagi dei pendolari sia troppo frammentato, nonostante gli sforzi dei gruppi di utenti che sono sorti e che sorgeranno per evidenziare i nostri problemi». I viaggiatori della Milano-Mortara hanno promosso nei mesi scorsi una raccolta di firme che accompagneranno un dossier sui disagi da inviare alle procure delle città attraversate dalla linea. «L'impressione - continua la pendolare - è che i problemi che noi viviamo ogni giorno siano, alla fine, sembre giustificabili dal sistema dei trasporti. Per questo, forse, tutte le azioni finora intraprese dai vari comitati non hanno dato risultati tangibili. Questo ci porta a capire, ma non ad accettare nè condividere il modo di lavorare di chi gestisce i trasporti. Troppi punti di raccolta informazioni, troppi indirizzi di posta elettronica con lo scopo di raccogliere le nostre critiche, troppe risposte evasive: ma i bisogni degli utenti devono essere si conosciuti e capiti, ma poi anche soddisfatti».