Maxitruffa all'Inps, 7.670 falsi braccianti

REGGIO CALABRIA.Braccianti agricoli che percepivano regolarmente dall'Inps i contributi per la loro attività in agricoltura, ma che in realtà non sono mai nati; falsi braccianti che incassavano senza lavorare; dipendenti dell'Inps compiacenti disposti a certificare ciò che non era; un impiegato delle poste che riusciva a incassare assegni intestati a persone non reali; sindacalisti operanti nei patronati che «aiutavano» i loro assistiti ad incassare contributi senza averne titolo: c'è di tutto nell'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi che ha incanalato gli sforzi investigativi di guardia di finanza, polizia e carabinieri in una indagine che stamani è sfociata nell'arresto di 27 persone. La truffa all'Inps durava da sei anni ed è costata all'Istituto oltre 7,5 milioni di euro di contributi percepiti illegalmente. Oltre agli arrestati, accusati, a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di falso, truffa, peculato e contraffazione, e dei singoli reati senza il vincolo associativo, vi sono oltre 7600 indagati in stato di libertà tra i quali figurano, oltre ai 7.670 falsi braccianti agricoli scoperti, anche altri impiegati delle poste e funzionari di banca. Un contributo decisivo alla truffa è venuto dai dipendenti Inps arrestati (sono sei) e da alcuni dipendenti di patronati.