Una donna tra i sospettati sulla pista della vendetta
MAZARA DEL VALLO.«E' vero, ho rotto in modo burrascoso i rapporti con Piera Maggio, la mamma di Denise. Ma i rancori o le liti non possono portare a tanto». Chi parla è un'ex amica della famiglia Pipitone, una donna di Mazara Del Vallo che gli inquirenti hanno interrogato in questi giorni. E' la quarta persona su cui ci sono sospetti. Mamma di due bambini, un maschio e una femmina, lavora per loro perché è separata dal marito e non riceve alcun mantenimento. Da 4 anni, subito dopo la nascita di Denise, ha rotto i rapporti con Piera Maggio. Dietro le liti ci sono forti rancori che riguardano la sfera personale. Ma la donna ha un alibi di ferro e non è indagata. Il mercoledi mattina, quando Denise è scomparsa, lei era al lavoro. Solo nel pomeriggio, alle 16, quando è rientrata a casa si è trovata l'auto della polizia che l'aspettava.
Se la pista degli inquirenti punta sulla vendetta come movente del sequestro, il coinvolgimento di questa donna porta le indagini al centro di un malessere familiare dalle mille sfumature.
«Da quando mia figlia è scomparsa non mangio più», dice la mamma di Denise, «e non perché ho fatto un voto, semplicemente non ci riesco più. L'ultima cosa che ho mangiato è stato un gelato al limone, mercoledi, prima che la mia piccola sparisse». Piera Maggio è segnata dalla stanchezza e dall'angoscia, ma è una donna forte e riferendosi all'ottimismo del procuratore di Marsala, Silvio Sciuto, per il quale «Denise è viva ed è a Mazara», reagisce dicendo: «Il procuratore l'ha detto per farci coraggio. Ma io ho i piedi per terra. Mia figlia manca da troppi giorni. Un filo di speranza mi lega ancora all'idea di rivederla qui a casa con me». Piera Maggio e il marito, Toni Pipitone, non si arrendono, cercano la bambina anche per altre vie che non sono quelle degli investigatori ufficiali.
Ma se da un lato il procuratore sostiene che proprio la famiglia Pipitone conosce il motivo per cui qualcuno ha preso Denise, dall'altro si scopre lentamente il coperchio di una pentola colma di odi e vendette. L'erboristeria della sorella di Piera Maggio è stata incendiata. Un avvertimento serio. Forse i Pipitone hanno un segreto, sanno qualcosa di compromettente che può mettere in difficoltà qualcuno di Mazara. Un documento? Un video? E' questa la contropartita che chiede il rapitore di Denise in cambio della liberazione della bimba? Per ora gli inquirenti hanno solo sospetti. Si scava nel privato e si scoprono comportamenti inquietanti di alcuni familiari di Denise. In particolare un parente che partecipava a sedute spiritiche. Gli inquirenti però mettono le mani avanti definendolo un «occultismo straccione», che mescola visioni di fantasmi e giochi sessuali. Nulla che riguardi violenze sui minori. Tra le piste seguite per ritrovare Denise c'è anche quella delle messe nere. «Con i tempi che corrono è inevitabile investigare su questi episodi», ha detto padre Francesco Fiorino, del Gris della Caritas di Mazara, che si occupa di questi fenomeni. «Segnalazioni di gente incappucciata che si trova di notte in campagna per fare strani riti, o profanazioni nei cimiteri ce ne sono state in varie zone. Ma nulla ha mai riguardato bambini».