Berlusconi lancia un appello all'opposizione


ROMA. «Al terrorismo si risponde con l'unità del paese». Silvio Berlusconi cambia registro e si rivolge direttamente all'opposizione. Il rapimento delle due giovani donne italiane negli uffici dell'organizzazione umanitaria «Un Ponte per...» suscita sentimenti di angoscia in tutto il mondo politico e il premier, che interrompe la sua visita a Bossi e rientra a Roma per una riunione urgentissima con i ministri competenti e i responsabili dei servizi, chiede per oggi un incontro con i leader del centrosinistra.
«Già stasera il sottosegretario Letta ha avuto a tale fine una serie di colloqui telefonici» informa una nota della presidenza del Consiglio che annuncia: «Il sequestro è avvenuto a Baghdad per mano di una banda armata che si è autodefinita Gruppo Islamico». Dopo la tragica fine di Baldoni, il governo vede di nuovo materializzarsi lo spettro dei sequestri in Iraq e chiama il paese all'unità. Non appena appresa la notizia, Ciampi, ha telefonato alla famiglia Torretta e poi si è messo in contatto con Gianni Letta e con il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ai quali ha chiesto di essere costantemente informato.
Prima di recarsi a palazzo Chigi per la riunione interministeriale con Berlusconi e i responsabili di Cesis, Sismi e Sisde, Frattini ha attivato tutti i possibili canali informativi per arrivare all'immediata liberazione delle due volontarie italiane ed ha contattato i ministri degli Esteri dell'Iraq, del Kuwait e degli Emirati Arabi. Il reponsabile della diplomazia irachena ha fatto sapere che il ministro degli Interni di Baghdad sta già seguendo personalmente il caso.
Mentre sotto palazzo Chigi gli amici delle due volontarie danno vita ad un sit-in, la speranza che questa volta si possa arrivare ad una conclusione positiva della vicenda e la condanna del terrorismo sono gli elementi che uniscono il mondo politico. Il centrosinistra chiede al governo di fare tutto il possibile ma avanza dubbi sull'opportunità che dei civili possano essere esposti a simili pericoli e, per ottenere la liberazione delle due giovani donne, chiede al premier di seguire l'esempio francese.
Piero Fassino definisce urgente e necessario un «sussulto» della comunità internazionale perché si ricostituisca una «larga alleanza» contro il terrorismo e perché le Nazioni Unite «assumano la guida» della transizione. «Chiediamo al governo» dice il segretario della Quercia «di mettere in campo ogni iniziativa utile alla liberazione delle due volontarie italiane». Massimo D'Alema suggerisce a Berlusconi di agire con «accortezza e sagacia» ma ricorda che la guerra in Iraq «ha fatto crescere il terrorismo» mentre per Francesco Rutelli occorre una «rivolta di tutti contro la violenza e contro i ricatti». «Noi» precisa il leader della Margherita «siamo pronti a collaborare con il governo e con le istituzioni per salvare queste due donne coraggiose e pulite».
La sinistra radicale, con Bertinotti e Diliberto, e i verdi, con Paolo Cento, chiedono invece al governo l'immediato ritiro delle truppe dall'Iraq ed esigono che il governo agisca in modo differente da come si è comportato per il caso Baldoni. «L'Italia» sbotta Pietro Folena del Correntone Ds «faccia come la Francia». «Il governo» aggiunge Bertinotti «apra le trattative e riferisca subito in Parlamento sulla vicenda». Sul rapimento intervengono anche i presidenti di Camera e Senato. Pier Ferdinando Casini spiega che il rapimento di due donne impegnate nel volontariato «non può essere definito resistenza». «Non usiamo a sproposito parole cosi impegnative che hanno onorato la storia del nostro paese». Marcello Pera fa invece notare che «ormai nessuno è più al riparo dal terrorismo».
La maggioranza invita il centrosinistra a sotterrare l'ascia di guerra. «Occorre una profonda e convinta solidarietà di tutte le forze politiche a sostegno dell'azione del governo» spiega Sandro Bondi. «Questo è il momento in cui tutte le forze politiche devono sostenere l'azione tesa a riportare pace e tranquillità in ogni parte del mondo e a liberare i due ostaggi» aggiunge Ignazio La Russa.

Gabriele Rizzardi