Spaccio di droga, due arresti a Badia
BADIA PAVESE. Due immigrati marocchini spacciavano hashish e cocaina con la «benedizione» del Corano per i clienti nordafricani e della bandiera americana per quelli italiani. E' quanto hanno supposto i poliziotti di Piacenza quando, facendo irruzione nella casa di Badia Pavese di due macellai marocchini, hanno trovato sul tavolo un etto di cocaina e mezzo chilo di hashish insieme a una bandiera Usa e al Corano. I due, che lavorano a Casalpusterlengo (Lodi), sono stati arrestati l'altra sera dagli agenti della squadra mobile di Piacenza. I due nordafricani sono stati rinchiusi nel carcere di Pavia.
Gli accertamenti della polizia, come spiegato ieri nel corso di una conferenza stampa tenuta dal dirigente della mobile Girolamo Lacquaniti, hanno lasciato supporre che i due nordafricani avessero preso in carico un giro di spaccio, solitamente gestito da pusher locali, ossia da persone che vendevano droga direttamente a Piacenza e che per qualche tempo, si erano assentati dalla città emiliana, giusto per trascorrere le ferie al mare. Cosi ai tossicodipendenti non era rimasto altro da fare che raggiungere Badia Pavese, in attesa del ritorno in città dei pusher di fiducia. Il via vai di tossicodipendenti noti alla polizia sulla via Emilia aveva finito con l'insospettire gli inquirenti che hanno deciso di seguire i movimenti di queste persone, movimenti che hanno portato la squadra mobile fino a Badia Pavese dove ieri sera la polizia è entrata nella casa dei due nordafricani. All'interno dell'appartamento gli agenti della squadra mobile hanno trovato cento grammi di cocaina e mezzo chilo abbondante di hashish suddiviso in cinque panetti. Nel corso della conferenza stampa la polizia ha reso noti i nomi degli arrestati: Hsaisou Abdelhadi, 29 anni e Nhanah Abdelhaziz, 42 anni, entrambi macellai; esercitavano a Casalpusterlengo (Lodi), già noti alle forze dell'ordine per altri reati. Il più giovane in regola con il permesso di soggiorno l'altro con permesso di soggiorno scaduto. I due sono stati rinchiusi nel carcere di Pavia con l'accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Gli agenti della mobile per entrare con più facilità nella casa dove si riteneva vi fosse il giro di spaccio, hanno atteso l'arrivo di un cliente, il quale scambiati i poliziotti per altri clienti, avrebbe detto agli agenti, che erano ovviamente in borghese: «È qui la festa con fuochi artificiali?». «No questa sera c'è la festa marocchina» avrebbero risposto i poliziotti e il cliente entrando nella casa dei due presunti spacciatori e intuendo al volo cosa stava accadendo si è rapidamente allontanato. Oltre alla droga gli agenti hanno sequestrato 350 euro in contanti e cellophane, utilizzato per confezionare le dosi di stupefacente che è risultato essere di ottima qualità e venduto a prezzi molto bassi.