Berlusconi: né tagli, né tasse
ROMA. Berlusconi è ottimista. Il nuovo ministro dell'economia, Domenico Siniscalco lo rassicura. Nella conferenza stampa di ieri a Palazzo Chigi il governo si è presentato con un'immagine nuova a proposito della prossima Finanziaria. Non ci saranno tagli, hanno detto Berlusconi e Siniscalco, perché decideremo in anticipo quale dovrà essere il tetto di spesa per tutte le voci che compongono il bilancio dello Stato. Il tetto alla spesa corrente è già fissato nel 2%, mentre il ministro dell'economia è convinto che ci potrà essere, nel 2005, un aumento delle entrate fiscali, pari al 3 o forse al 3,5%. Anche perché c'è da coprire il buco che rimarrà scoperto per la fine dei condoni alla Tremonti.
Berlusconi ha anche confermato che il secondo modulo della riforma fiscale ci sarà. Ovviamente né lui, né Siniscalco si sono sbilanciati nel definire l'entità del taglio alle tasse e quindi la relativa spesa per lo Stato (il solo viceministro Baldassarri ha parlato di 6 miliardi di euro). Ma la vera novità di quest'anno sarà il metodo, che si ispirerà direttamente a quello scelto dal ministro inglese dell'economia Gordon Brown per il suo paese. Invece di far lievitare la spesa e poi intervenire con i fastidiosi e impopolari tagli ai singoli ministeri, si fissano dei tetti e poi su quelli si decidono le poste. «Il consiglio dei ministri - ha detto ieri Berlusconi - ha approvato all'unanimità la relazione sulle linee guida della prossima finanziaria del ministro Siniscalco». Il metodo quest'anno, ha spiegato il premier, sarà all'insegna della trasparenza e da lunedi il ministro dell'economia ha mandato di sentire tutti i singoli responsabili dei diversi dicasteri per mettere a punto lo schema finanziario. Solo dopo aver preparato il piano generale, si interverrà con la politica economica, ovvero si cercheranno gli «spazi» all'interno del bilancio per promuovere investimenti utili allo sviluppo. In questo senso, ma solo in questo senso, la finanziaria non sarà una finanziaria di tagli, ma di risparmi preventivi e di investimento nello sviluppo. Siniscalco ha spiegato infatti che tutto il Pil del prossimo anno, che dovrebbe stare al di sopra di quella soglia del 2% fissata per il tetto di spesa, si investirà nello sviluppo. Come dire, tutto quello che guadagneremo lo dovremo reinvestire. Da lunedi si aprirà comunque il capitolo più complicato. Il ministro Siniscalco dovrà incontrare tutti gli altri ministri, uno a uno, per convincerli a stare entro il tetto fissato. Già con alcuni ci sono stati i primi abboccamenti e già ci sono le prime proteste. Il ministro Marzano ha fatto sapere per esempio che non si potrà colpire il made in Italy nel mondo, mentre dalle regioni si alzano le proteste, anche tra i presidenti della maggioranza di governo. Storace, per esempio, già protesta sulla sanità, mentre dall'opposizione arrivano bordate. Per Enrico Letta, l'ottimismo di Berlusconi è assolutamente fuori luogo. Per Rutelli, l'operazione sulle tasse è una farsa, perché intanto sono aumentate le tasse sulla benzina.