Monta la critica ai media occidentali
Un attacco terroristico in un Paese occidentale è colpa dei terroristi. Se capita in Russia invece, sul banco degli imputati verrà chiamato il Cremlino. E' questa la convinzione che si fa largo tra la gente comune e i commentatori di Mosca, sulla scia dell'emozione provocata dall'offensiva di attacchi di questi giorni e della lettura di alcuni giornali stranieri: anglosassoni, francesi e tedeschi, soprattutto. La convinzione di molti è che all'estero il riflesso condizionato sia quello di prendersela quasi più con Vladimir Putin che con i sequestratori caucasici. Una convinzione esemplificata alla perfezione dal politologo Mikhail Cernov, autorevole analista moscovita, che non ha esitato a pubblicare su Internet un articolo provocatorio intitolato 'L'Occidente appoggia i terroristi". «Il vero barometro degli umori delle elites politiche e dell'opinione pubblica occidentale - scrive - non è rappresentata dalla solidarietà, a volte pelosa, dei governi, ma dall'atteggiamento dei mass media: e stando alle ricostruzioni semplicistiche della gran parte dei giornali la colpa di tutto è della politica imperiale della Russia e in particolare del presidente Putin». Secondo Cernov, i grandi giornali Usa e europei in una certa misura giustificano la guerriglia cecena. «Nonostante la condanna formale dei metodi del terrorismo - osserva - sequestratori e donne-martiri vengono descritti come combattenti. La parola terroristi nei loro confronti non piace».