Commozione per Amato «Non lo dimenticheremo»

CASTEGGIO.Rabbia e commozione nelle parole del sindaco di Casteggio Michele Manfra, che sul palcoscenico del premio Amato si è stretto ai familiari del cuoco tragicamente ucciso ad Al Khobar. «Non ci sono parole per definire la barbarie per mano della quale si è spezzata la giovane vita di Antonio Amato - ha detto Manfra con toni accesi - Per non dimenticare quanti, come lui, sono stati vittime innocenti della guerra, il Comune aggiungerà una targa in loro ricordo sul monumento dei Caduti». Attimi emozionanti sono stati vissuti, nella sala Ballabio di Oltrevini, durante la serata conclusiva del premio, che ha visto la partecipazione di oltre novanta cuochi provenienti da tutto il mondo, «scremati» fino ai cinque finalisti presentati l'altra sera a Casteggio. Presenti alla serata i genitori e la sorella, ricevuti dal pubblico casteggiano con un lungo applauso, tutti in piedi. Un messaggio di cordoglio e di incoraggiamento è giunto dal ministro Mirko Tremaglia, che ha scritto: «E' un'iniziativa che mi riempie di orgoglio. Gli italiani come Amato contribuiscono alla conservazione del nostro patrimonio». Anche l'ex sindaco Lorenzo Callegari ha voluto rimarcare come «Antonio sia stato vittima di una follia umana che non ha avuto rispetto per l'uomo e come abbia pagato con la vita la sua volontà di esportare all'estero la cultura italiana, promuovendo le ricchezze del nostro territorio ed i prodotti invidiabili che caratterizzano il nostro Paese». Ma quella di mercoledi sera è stata anche una serata di festa, nello spirito del premio Amato, indetto per ricordare ma anche per rivivere attraverso il lavoro dei colleghi di Antonio, la sua voglia di creare e la sua allegria. Cinque i finalisti in gara, giovani e bravissimi, giudicati da ben due giurie, una critica e l'altra tecnica, presiedute dal grande Gualtiero Marchesi. Uno spettacolo intervallato da simpatici momenti di interviste ai cuochi e da scambi di battute e di aneddoti della loro carriera. Alla fine a spuntarla è stata la 'Rollatina di Vitello in crosta di mandorle, ai funghi porcini, con timballo di polenta taragna e fonduta ai porri e timo in abbinamento con Rosso Oltrepo Pinot Nero", preparata da Alberto Gianati di Olmo al Brembo (Bergamo), attualmente Corporate Chef al ristorante Fontana di Roma e al ristorante Casa Italia a San Juan Porto Rico. I piatti in gara, abbinati a vini doc, sono stati al centro di una degustazione di altissima cucina che si è svolta al ristorante di Oltrevini.La finale del Premio Amati è stata presentata da Orietta Colacicco, ideatrice della prima edizione del concorso. (s.g.)