Spaccio di droga, poliziotto in manette
PAVIA. Ad arrestarlo ieri mattina, nella sua abitazione di Mirabello, sono stati i suoi colleghi della squadra mobile. Alessandro Chellini, un poliziotto di 29 anni che era in forza alla questura di Pavia (anche se da alcuni giorni era sospeso dal servizio) è finito in carcere con le pesanti accuse di cessione di sostanze stupefacenti e di falso in atto pubblico commesso dal pubblico ufficiale. L'ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal Gip di Voghera, Marina Bellegrandi. Secondo l'accusa il poliziotto avrebbe acquistato metadone e, pare, anche eroina per la fidanzata.
L'arresto è la punta dell'iceberg di una operazione più vasta condotta dalla Procura della Repubblica di Voghera contro lo spaccio di sostanze stupefacenti. E' in questo contesto che i carabinieri iniziano ad intercettare le telefonate di alcune persone che gravitano nel mondo della droga. In particolare i militari si insospettiscono per le conversazioni tra un uomo dedito allo spaccio di stupefacenti e un giovane dall'accento toscano. Nel corso di quelle conversazioni, il giovane chiede se «è possibile averne tre per le quattro» o se sia possibile averne «tre scure».
Per gli inquirenti, questi sarebbero riferimenti in codice a dosi di droga. Il 29 febbraio scorso, i carabinieri ascoltano quelle che sembrano essere le trattative per un appuntamento finalizzato alla cessione di stupefacente. Cosi seguono l'utilitaria intestata alla fidanzata del poliziotto. L'auto si ferma nei pressi della scuola elementare «De Amicis», a Voghera, e qui uno dei sospetti spacciatori si avvicina, dal lato del conducente, e compie movimenti sospetti. L'Arma decide di entrare in azione e, poco dopo, una pattuglia del radiomobile ferma la vettura. Al volante c'è Alessandro Chellini, al suo fianco la fidanzata. Il poliziotto consegna spontaneamente un contenitore da 20 millilitri di metadone. Altri due flaconi della stessa sostanza li estrae la ragazza dalla propria borsetta. Nella perquisizione del veicolo vengono trovate siringhe, cucchiaini, acqua distillata e due fiale ormai vuote. Chellini addossa la responsabilità del possesso alla fidanzata, escludendo il proprio coinvolgimento. Ma poche ore dopo telefona all'uomo dal quale aveva ricevuto lo stupefacente e questa chiamata viene nuovamente registrate sui nastri magnetici degli investigatori. Gli dice del controllo da parte dei carabinieri, lo mette in guardia per l'eventualità di indagini, gli assicura di avere detto ai militari che il venditore era un extracomunitario. Secondo l'accusa, quello scambio avrebbe avuto per oggetto anche dell'eroina perchè l'agente di polizia, nel corso della medesima conversazione, assicura al suo interlocutore che la sua fidanzata ha mangiato 'la roba" appena prima di essere fermata. Ma il poliziotto, almeno secondo l'accusa, si spinge oltre. Stende di propria iniziativa una relazione di servizio destinata al questore. Nel documento sostiene di essere stato del tutto all'oscuro dell'acquisto fatto dalla fidanzata che, a suo dire, sarebbe scesa dall'auto, mentre i due si trovavano a Voghera, e avrebbe chiesto indicazioni stradali a uno straniero. E' sulla base di questi elementi che, al termine delle indagini, il pubblico ministero chiede e ottiene un provvedimento cautelare. Alessandro Chellini, arrestato dalla mobile di Pavia, è stato trasferito nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere dove, questa mattina, verrà sentito dal giudice. Il suo difensore, l'avvocato Fabrizio Gnocchi, si limita a commentare: «All'esito dell'interrogatorio valuteremo se fare istanza di modifica o revoca al Gip o presentare un ricorso al Tribunale del Riesame di Milano». Dalla questura non arrivano commenti ufficiali. Ci si limita a sottolineare che Chellini non aveva incarichi «operativi» e che, in ogni caso, da alcuni giorni era stato sospeso dal servizio. Prima di arrivare a Pavia, l'agente ha prestato servizio a Portoferraio e, in seguito, alla questura di Pisa. Ma già poco dopo il suo arrivo in via Rismondo, deve essere iniziato a circolare qualche sospetto se è vero che l'agente venne sottoposto a visita medica tesa ad accertare una sua eventuale tossicodipendenza, circostanza che venne esclusa dagli esami. Nello stesso lasso di tempo, al telefono, l'agente originario di Piombino (Livorno) avrebbe chiesto consiglio ad alcuni amici riguardo ai metodi per eludere i controlli. Tra le indicazioni che gli furono fornite, quella di rasarsi i capelli a zero (dall'esame dei capelli si può infatti desumere il consumo di stupefacenti) o di bere molto Gatorade. Tutte raccomandazioni che sarebbero state intercettate e registrate dai carabinieri.