Trichet: il patto di stabilità non si tocca
FRANCOFORTE.«Non c'è necessità di cambiare il patto di stabilità» che regola l'economia dell'Eurozona. Lo ha ribadito il presidente della Bce, Jean Claude Trichet nel corso della conferenza stampa seguita alla decisione dell'istituto di lasciare invariati i tassi. Trichet ha poi aggiunto che «potrebbe essere migliorata l'applicazione» del patto stesso. Nella riunione di ieri del Consiglio direttivo, la Bce non ha discusso la possibilità di una riduzione del costo del denaro. A chi gli ha chiesto, invece, se il Consiglio direttivo avesse vagliato l'ipotesi di un rialzo dei tassi, Trichet ha preferito non rispondere direttamente, lasciando comunque capire che la possibilità rientra nell'orizzonte d'azione della Bce. La ripresa economica di Eurolandia è in corso, «proseguirà e si amplierà nei prossimi trimestri, portando a una crescita leggermente più elevata nel 2005». Lo scenario congiunturale delineato ieri dalla Bce è quindi sostanzialmente positivo, nonostante i rischi per la crescita rappresentati dal caro-petrolio. Parlando a Francoforte, il presidente dell'Eurotower, Jean-Claude Trichet, ha sottolineato che le previsioni dell'Istituto centrale sull'andamento del pil sono leggermente migliorate negli ultimi tre mesi. Se a giugno, infatti, la Bce prevedeva una crescita tra l'1,4% e il 2% nel 2004, e tra l'1,7% e il 2,7% nel 2005, le stime diffuse indicano una forchetta dell'1,6%-2,2% quest'anno e dell'1,8%-2,8% l'anno prossimo. I rischi per lo scenario di ripresa sono «ampiamente bilanciati», ha commentato Trichet, aggiungendo che i prezzi del petrolio, se dovessero mantenersi su livelli più elevati di quelli previsti dai mercati, potrebbero «rallentare la domanda sia interna che estera». Le previsioni di oggi, ha aggiunto il banchiere centrale, sono «un po' più favorevoli di quelle passate», ma si tratta di un «cambiamento piccolo, non consistente». Trichet non ha mancato di rimarcare, comunque, che la Bce «faceva bene a dire, alcuni mesi fa, che era in corso una ripresa graduale», resistendo ai consigli di chi invocava una taglio dei tassi avendo una visione meno ottimistica delle cose.