«Targhe alterne contro il caro-petrolio»


MILANO. «Targhe alterne tutti i giorni». E' cosi che il ministro per i Trasporti Pietro Lunardi ha intenzione di combattere caro-petrolio e caro-vita: «Se fermassino metà delle auto - spiega - dimezzeremmo la domanda energetica e faremmo un favore ai bilanci delle famiglie». Peggio dell'austerity anni '70.
Dopo la patente a punti e il proposito di imporre pedaggi anche sulle strade statali, ora il ministro Lunardi punta a «lavorare insieme a tutti i sindaci per riuscire a far circolare le auto a targhe alterne tutti i giorni» perchè, spiega, «solo a Roma in un anno si spendono 26 miliardi di vecchie lire in carburante e questo spreco va combattuto spingendo la gente a viaggiare insieme o a utilizzare i mezzi pubblici».
Una proposta che ha subito sollevato un vespaio di polemiche, ma il ministro è certo che «la gente si metterà d'accordo e viaggerà insieme».
Era una misura anti-smog. Viaggiare a targhe alterne non è una novità in Italia soprattutto nel centro-nord. Ma si è sempre trattato di provvedimenti-limite legati al tentativo di ridurre l'inquinamento atmosferico quando supera i limiti di legge. La prima a lanciare il «pari e dispari» su larga scala, nel 2003, è stata la Regione Emilia Romagna dove nei capoluoghi di provincia, ogni giovedi dello scorso inverno, potevano circolare liberamente solo i veicoli elettrici, quelli a gas e gpl e le auto con almeno tre persone a bordo. All'inizio di quest'anno e per un mese e mezzo anche in Veneto targhe alterne il giovedi e il venerdi. Roma è partita nel 2004 con dieci mercoledi sperimentali nell'area delimitata dal grande raccordo anulare. Due giorni a settimana per un mese invece a Frosinone. A Firenze si è optato per il blocco generale delle non catalizzate in otto comuni i mercoledi e i giovedi invernali. Trieste e Civitavecchia hanno sperimentato le targhe alterne per soli due giorni. Esperimenti sono stati fatti anche a Pescara, Asti, Tortona e Ancona. I risultati? In Veneto è stata rilevata una riduzione delle emissioni delle polveri sottili del 35%. Bilanci positivi anche in Emilia Romagna e a Roma, dove il traffico si è ridotto del 15%.
Le auto da «dimezzare». Al 2003 le autovetture circolanti in Italia erano 34.310.446. La Regione con il più alto numero è la Lombardia con 5.506.793, seguita dal Lazio con 3.572.972 e dalla Campania con 3.218.922. Ma è la Valle d'Aosta a guidare la classifica dell'incidenza del numero di autovetture sulla popolazione residente: ci sono 97 autovetture ogni 100 abitanti.
Le «ricette» europee. Lasciare l'auto a casa per ridurre il traffico e le spese è già una realtà in diversi paesi europei dove da anni si punta su iniziative come «Car-pooling» o «Car-sharing», ovvero l'auto in multiuso privata o noleggiata all'occorrenza, ma anche il cosidetto «Park and ride» ovvero la creazione di zone di parcheggio da cui far partire le linee del servizio pubblico. Oggi il Car-sharing (autonoleggio self service che mette a disposizione auto ad ogni ora) è particolarmente diffuso in Germania, Svizzera, Francia, Austria e Olanda dove si contano circa 100.000 utenti in oltre 600 città e 4.000 veicoli disponibili. Traguardi ancora lontani in Italia.

Monica Viviani