Termo, la Provincia non si sbilancia


VIGEVANO. «Da lomellino non sono preoccupato per il raddoppio del termovalorizzatore di Parona: dal punto di vista ambientale l'assessore provinciale Todeschini mi ha assicurato che non ci sono problemi visto, tra l'altro, che i dati sulle emissioni parlano di valori molto al di sotto dei limiti consentiti». L'assessore provinciale all'Agricoltura, Ruggero Invernizzi (Forza Italia), di Garlasco, esprime la sua posizione sulla dibattuta questione del raddoppio. Ieri ne hanno parlato in giunta provinciale.
Ruggero Invernizzi sostiene di sposare in pieno le dichiarazioni sul termo contenute nell'articolato intervento dell'assessore regionale Giancarlo Abelli pubblicato sulla 'Provincia pavese" del 26 agosto. In particolare Invernizzi, come Abelli, si dice stupito per il fatto che il dibattito sul termovalorizzatore si infiammi particolarmente adesso, dopo il via libera al raddoppio arrivato a metà agosto della Regione. «Se in conferenza di servizi nessuno ha detto nulla contro il raddoppio - afferma l'assessore provinciale all'Agricoltura - sfido chiunque a dare un parere negativo, con il pericolo anche di incappare in una richiesta di risarcimento danni. C'era la possibilità di intervenire durante i quattro anni dell'iter burocratico, e non mi sembra sia stato fatto. Ora non si può essere contro il raddoppio tout court. Se è una cosa fatta bene non fa male alla salute. Comunque, l'assessore Abelli, nel suo intervento, ha spiegato chiaramente come sono andate le cose. E a me risulta che tutti i passaggi relativi allo studio di impatto ambientale siano in regola». L'assessore regionale Abelli, nel suo intervento, ha chiesto «ai vari politici, ambientalisti, paladini degli agricoltori, che si scandalizzano solo ora per la autorizzazione del termo accampando varie motivazioni, perché non hanno fatto presente le loro ragioni prima dell'autorizzazione: infatti la legge sulla Via (la valutazione di impatto ambientale) obbliga la società proponente alla pubblicazione dell'inizio della procedura anche su quotidiani in modo che qualsiasi interessato possa formulare tutte le osservazioni allo studio di impatto ambientale in modo da dimostrare la non fattibilità dello stesso». Ieri mattina, comunque, in giunta provinciale si è parlato della questione. E' nota la contrarietà della Lega Nord al raddoppio, e, per restare sempre nell'ambito della Casa delle libertà, anche da esponenti di An nei giorni scorsi sono arrivate parole dure. L'assessore Invernizzi non si sbilancia sui contenuti del confronto in giunta, ma afferma: «Stamattina (ieri per chi legge, ndr) ci siamo chiariti, la giunta è unita: non ci saranno ripercussioni in seguito alla questione del termo». Le posizioni politiche, par di capire, sono diverse, ma la giunta provinciale non si spaccherà sul termo. Ma allora, ieri mattina, che cosa è successo in giunta provinciale? Che cosa è stato chiarito? Anche Demartini conferma che «non ci saranno ripercussioni in giunta provinciale», nonostante le diverse posizioni. «Per noi la posizione della giunta resta quella decisa all'epoca con atti pubblici che esprimevano contrarietà al raddoppio del termo di Parona» afferma Demartini, che però vuole tenere un profilo basso sulla vicenda. «D'ora in poi - spiega l'assessore provinciale leghista, nettamente contrario al raddoppio - io parlerò pochissimo su questo argomento, perché sto scrivendo un libro che uscirà dopo la campagna elettorale, proprio per non essere accusato da nessuno di voler fare campagna elettorale sulla vicenda. Ciò che di importante è emerso questa mattina (ieri per chi legge, ndr) è la volontà di far tornare la politica sugli indirizzi per il territorio. La nostra posizione non cambia, questo è evidente, ma ora che c'è l'autorizzazione abbiamo demandato alle segreterie politiche il confronto. E' il momento che la politica torni alle segreterie».

Denis Artioli