Tortona, teatro e alloggi: uno studio per la giunta
TORTONA. Cosa fare dell'area Dellepiane, del nuovo teatro con seicento posti a sedere e del mega progetto «ereditato» dalla Giunta Balossino che è costato già oltre 4 milioni di euro ed è rimasto ancora incompiuto? E' la domanda che si è posta la giunta comunale che ha commissionato uno studio all'Università «Bocconi» di Milano, per capire come valorizzare la zona.
Lo studio sarà pronto a breve e dovrebbe fornire risposte esaurienti ponendo fine ai dubbi della giunta ma anche di molti cittadini. Lo ha annunciato il sindaco Francesco Marguati con un comunicato stampa diffuso ieri nel quale fa il punto sui primi mesi di mandato ponendo l'accento sulla necessità di recuperare l'area Dellepiane sia per quanto riguarda la destinazione del nuovo teatro, sia per i nuovi mini-alloggi di prima accoglienza per gli immigrati. «Il futuro e la destinazione dell'area Dellepiane sono problemi che ci stanno molto a cuore - afferma Marguati - è nostra intenzione capire quale sia la migliore valorizzazione dell'area per una città come Tortona ed intervenire di conseguenza. Per troppo tempo il Dellepiane è stato un catalizzatore di stanziamenti, mai suffificiente per un piano di intervento organico ed integrato, oltre che di polemiche. L'obiettivo ora è quello di creare una seria ed effettiva opportunità per la città anche basandoci sugli esiti dello studio universitario».
I lavori del primo dei due lotti per la costruzione del teatro si sono conclusi il 31 luglio 2002; di pari passo sono proseguiti anche quelli del primo lotto per la costruzione dell'adiacente «Centro servizi» costati 600mila euro e conclusi il 16 settembre 2002. Due opere lasciate a metà fino alla primavera scorsa quando il vice sindaco Pierpaolo Cortesi, dopo numerosi incontri è riuscito ad ottenere dalla Regione Piemonte, un finanziamento straordinario di circa 3 milioni e mezzo di euro per ultimare il teatro. A questa somma andranno ad aggiungersi altri 600mila euro stanziati dal comune per ultimare il Centro servizi.
Somme ingenti che devono garantire un «ritorno alla città» sia in termini occupazionali che di immagine. Di qui la necessità di capire come utilizzare queste due strutture. Il progetto originario prevedeva che il teatro fosse utilizzato da compagnie teatrali per provare i loro spettacoli; esigenza che però sembra tramontata. Il «Centro servizi» prevedeva anche la costruzione di una «palazzina esposizioni» nell'ex centrale elettrica dell'Enel. Un progetto quest'ultimo che la precedente giunta ha deciso di cambiare costruendo nella palazzina degli alloggi di prima accoglienza per immigrati. Marguati in campagna elettorale, aveva promesso di «rivederne» la destinazione. «Non intendo sottrarmi alle mie promesse - ha concluso il sindaco - discuteremo del problema in giunta e faremo il possibile per modificarlo anche se non sarà facile».