Crisi Option, presidio di protesta
SANTA GIULETTA.Al rientro dalle ferie, hanno trovato i cancelli dello stabilimento sbarrati. Scene di una crisi annunciata a Santa Giuletta, i lavoratori della Option reagiscono alla «serrata» padronale con un presidio davanti alla fabbrica. Due ore di sit-in per manifestare tutta la rabbia e il disappunto di fronte all'atteggiamento dell'azienda. «Ci aspettavamo la convocazione ad un incontro, nel quale discutere la situazione e il ricorso alla cassa - sottolinea Nadia Zambellini (Fim-Cisl) - Ma la risposta è stata quella dei cancelli chiusi e del silenzio. Un comportamento - stigmatizza l'esponente sindacale - che non aiuta certo a stare tranquilli». L'unica certezza, cosi, è la cassa integrazione a zero ore per tutti i dipendenti. Anche se gira voce che, la prossima settimana, alcuni lavoratori (quattro, cinque?) potrebbero essere richiamati temporaneamente in azienda. Forse - si ipotizza - per provvedere alla manutenzione degli impianti. Intanto il sindacato (ieri mattina al presidio, oltre a Zambellini c'era Paolo Fasani, della Fiom-Cgil) resta in attesa di comunicazioni. «Chiediamo quantomeno il rispetto della normale prassi seguita in queste vertenze. Un confronto deve esserci, ma finora non è stato possibile. E non per volontà nostra e dei lavoratori». La crisi della Option, azienda specializzata in circuiti stampati per la telefonia, nasce da lontano. Dai continui cambi di gestione che hanno contraddistinto gli ultimi anni di attività dello stabilimento. In bilico una quarantina di posti di lavoro, molti dei quali occupati da donne. (r.lo.)