Rifiuti, 4 persone in carcere
NAPOLI.Nel cantiere di Pantano son rimasti solo gli uomini delle forze dell'ordine. Dopo i disordini scoppiati domenica alla fine del corteo organizzato per protestare contro il termovalorizzatore, i manifestanti ieri mattina hanno abbandonato il campo presidiato per 14 giorni. Promettono civile ma serrata protesta, contro 'il mostro di Acerra". Per comitati e associazioni della cittadina alle porte di Napoli (ma a dar man forte anche delegazioni da Toscana, Molise, Marche), dunque, la partita non è ancora chiusa mentre i lavori per la realizzazione dell'inceneritore proseguono sotto la scorta di circa 800 agenti. Il bilancio degli scontri è di 4 persone arrestate, che dovranno rispondere dell'accusa di violenza e lesioni a pubblico ufficiale, 11 denunciate, 15 fermi e una settantina tra feriti e contusi, di cui 41 tra le forze dell'ordine. Il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu ha condannato le violenze ammonendo i «pochi facinorosi da azioni torbide e violente che hanno provocato il ferimento, in alcuni casi grave, di poliziotti, carabinieri e onesti cittadini».
Tra i feriti, oltre ad alcuni amministratori schierati in testa al corteo, anche il sindaco di Acerra, Espedito Marletta di Rifondazione. Che accusa: «Ho un referto medico sulla mia pelle, e sono pronto a denunciare quell'agente che ha usato violenza. Quando siamo partiti in 30 mila i facinorosi già stavano nell'area del cantiere, prima dunque che arrivassero il corteo di pacifici manifestanti. La polizia allora sa bene chi sono eppure le forze dell'ordine hanno picchiato anche semplici manifestanti». Sulla protesta il sindaco di Acerra non ha dubbi. «Andremo avanti ad oltranza, ieri sono uscito alle 3 di notte dalla faccia a faccia con il prefetto, in cui ho chiesto un incontro con il Governo. Il livello delle nostre rivendicazioni deve essere istituzionale ma vedo un silenzio imbarazzante». Sulla protesta contro l'inceneritore è intervenuto il diessino Ugo Carpinelli, sindaco di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno. Che ribadito la candidatura della sua comunità ad ospitare un termovalorizzatore ed invitato il sindaco di Acerra ad accettare l'impianto, «ché è sicuro e largamente diffuso ormai in tante province del Nord come a Brescia o nelle grandi città europee come Vienna». Dal canto loro, le associazioni ambientaliste del Wwf, Legambiente e Forum Ambientalista contestano l'idea che il termovalorizzatore possa risolvere un'emergenza come quella sui rifiuti nel corso della quale in Campania «non si è mai voluto tenere conto delle priorità definite dalle legge: prevenzione, riutilizzo, compostaggio di qualità e riciclaggio che avrebbero portato a risparmiare una quantità di energia almeno 5 volte superiore a quella ricavabile bruciando i rifiuti».