Giuliani dà la carica «Bush come Churchill, leader in anni tragici»

Andrea Visconti
NEW YORK.La Convention del partito repubblicano a New York si è aperta con una clamorosa dichiazione di George W. Bush: «Non penso che possiamo vincere la guerra al terrorismo ma credo che possiamo creare le condizioni affiché coloro che usano il terrore siano respinti in molte parti del mondo».
Il capo della Casa Bianca arriverà a Manhattan solamente domani ma in vista del suo intervento dal podio del Madison Square Garden ha rilasciato interviste a molte delle principali testate americane. «Nel mondo in cui viviamo non possiamo permetterci di mostrare debolezze perché il nemico è pronto ad approfittare delle nostre debolezze», ha proseguito il presidente Usa parlando alla Nbc. Si riferiva al terrorismo ma fra le righe c'era anche un messaggio rivolto a John Kerry. Il candidato democratico alla presidenza non avrà tregua durante i quattro giorni di Convention repubblicana. Già ieri il senatore John McCain ha sparato a zero sul rivale di Bush mettendo in dubbio la posizione anti-Vietnam che espresse pubblicamente trent'anni fa quando ritornò dalla guerra.
«E' disonesto e disonorevole accusare Kerry di avere mentito sul suo servizio militare», ha detto McCain riferendosi a una serie di spot televisivi che gettano fango sul passato del candidato democratico, «ma è legittimo portare avanti una discussione politica su quello che Kerry fece alla fine della guerra in Vietnam».
Ma è stato l'ex sindaco Rudolph Giuliani a conquistare la scena. Parlando ai delegati l'eroe dell'11/9 ha paaragonato Bush a Winston Churchill, che guidò la Gran Bretagna negli anni tragici della seconda guerra mondiale, tracciando un profilo del presidente come leader forte, in grado di affrontare la durezza dei tempi.
Stasera sarà l'attore Arnold Schwarznegger, diventato governatore della California, a dare un volto moderato alla Convention. Sul podio non saliranno mai esponenti della destra religiosa, l'ala più conservatrice del partito nonchè quella più vicina ai valori abbracciati da Bush. Anche a vista d'occhio la Convention dei repubblicani è ben differente da quella dei democratici, che si è tenuta a Boston a fine luglio. Allora al gigantesco Fleet Center c'erano cinquemila delegati di tutte le razze, con notevole partecipazione di neri, ispanici e indiani d'America. A New York invece i delegati repubblicani sono in gran parte bianchi, vestiti in modo meno folkloristico rispetto ai democratici, e la sensazione è di un livello sociale più benestante.
Con la città pattugliata da parecchie migliaia di poliziotti e militari e posti di blocco dappertutto i delegati hanno riempito il Madison Square Garden già dal primo mattino. In questa città tradizionalmente democratica l'appello del sindaco Michael Bloomberg di essere gentili con i visitatori repubblicani è risultato inutile perchè moltissimi newyorkesi in coincidenza con la Convention hanno preso una settimana di ferie. E ieri metropolitane, treni e parcheggi erano mezzi vuoti.

dal corrispondente