«Dirottatori a bordo». Scatta l'allarme


MILANO. Alla fine si è rivelato un falso allarme quello che ieri mattina ha fatto scattare l'emergenza a Malpensa. La segnalazione di un'ipotesi di dirottamento a bordo del volo AZ637 partito da Miami e diretto a Milano, con 240 persone a bordo, è risultata priva di fondamento. Ora le autorità stanno accertando come e da dove sia partita la segnalazione fasulla. Ma l'allarme - che ha coinvolto Stati Uniti e Francia - ha messo a dura prova i sistemi di sicurezza dell'aeroporto milanese.
Nel giro di mezz'ora, da quando è arrivata la segnalazione di un probabile terrorista a bordo, il traffico aereo è stato bloccato. Immediatamente sono decollati due caccia intercettori F-104 dell'Aeronautica militare dalla base di Grosseto, pronti a raggiungere il velivolo per scortarlo o farlo scendere. Gli F-104 avrebbero quindi affiancato l'aereo solo a quattro miglia da Malpensa, ovvero a un minuto dall'atterraggio.
L'allarme è cessato del tutto quando l'aereo è atterrato regolarmente alle 7,44. I 240 passeggeri, gran parte italiani, nessun arabo, ma molti stranieri, non si sono accorti di nulla: per loro, solo l'avviso del comandante: «Non sarà possibile servire la colazione perché ci sono turbolenze in vista: allacciate le cinture».
Secondo una prima ricostruzione sembra che l'intelligence americana temesse che a bordo dell'aereo ci fosse un terrorista confuso tra i passeggeri. Due caccia si sarebbero levati in volo da Miami dopo il decollo scortando il veivolo fuori dallo spazio americano. Questi dettagli, però, non compaiono nella ricostruzione diffusa ieri mattina dalla direzione Enac di Malpensa, secondo la quale la segnalazione di un sospetto dirottamento del Boeing 767 Alitalia, è arrivata alle 6.50, inviata da 'Brest control", ente di controllo del traffico aereo francese. L'informazione sulla presenza a bordo di uno o più terroristi sarebbe arrivata direttamente ad Alitalia quando oramai l'aereo si trovava sui cieli francesi. Solo dopo avviene il decollo dei caccia italiani (da Grosseto) che hanno intercettato il volo a un minuto di distanza da Malpensa.
In quel momento il comandante ha rassicurato la torre di controllo: a bordo è tutto regolare. Infatti l'atterraggio è avvenuto senza problemi, mentre il resto del traffico aereo è rimasto interrotto: dalle 7,35 alle 7,58 non è avvenuto nessun altro decollo o atterraggio a Malpensa.
I passeggeri, del tutto ignari di ciò che era accaduto, sono scesi dall'aereo dopo un'ora: ad attenderli c'era la polizia. Ad uno ad uno sono stati controllati, cosi come tutti i bagagli. Poi, i dirigenti della Polaria hanno comunicato che il caso era chiuso. Nessun dirottamento. Nessun terrorista a bordo. L'aeroporto di Malpensa è dunque tornato operativo dopo poco più di mezz'ora di interruzione. «I controlli - ha spiegato il dirigente della Polaria dello scalo internazionale, Enzo Ricciardi - hanno riguardato l'identità di tutte le persone a bordo dell'aereo, dei bagagli e dello stesso veivolo. Tutti i controlli, che si sono svolti in un'area decentrata dello scalo dove l'aereo era stato condotto, hanno dato esito negativo. L'equipaggio è quindi ripartito per Roma». I passeggeri, quando sono scesi, hanno raccontato di non essersi accorti di nulla ma solo di aver avuto dei sospetti proprio quando il comandante ha detto che, a causa di turbolenze, non sarebbe stata servita la colazione. Turbolenze che, ovviamente, nessuno ha notato. I passeggeri, in gran parte turisti, hanno subito controlli meticolossimi. Le auto con i cecchini, gli elicotteri e le unità cinofile sparse nell'aeroporto sono rimasti 'in ombra".

Roberta Rizzo