Volevano far saltare la metropolitana
Andrea Visconti
NEW YORK. Volevano far esplodere la metropolitana di New York ma la polizia li ha fermati per tempo e arrestati. La bomba doveva esplodere nella stazione della 34ª Strada.
Quando avrebbe dovuto avvenire l'attacco la polizia di New York non l'ha rivelato, ma sostiene che non fosse in connessione con la Convention del partito republicano domani a Manhattan. È difficile pensare però che i due arrestati - un americano di 19 anni e un pakistano di 21 - non avessero in mente di sabotare la Convention Repubblicana. Il congresso infatti si terrà nei prossimi quattro giorni a un isolato di distanza dalla stazione del metro nel mirino dei terroristi.
Dal Canada intanto giunge notizia che secondo un membro di Al Qaida l'incidente aereo della American Airlines appena decollato dal Kennedy che nel 2001 provocò la morte di tutti i passeggeri diretti alla Repubblica Dominicana fu un attentato terroristico.
La città intanto è chiusa in una morsa di sicurezza senza precedenti. C'è polizia ovunque, controlli a tutti i ponti e tunnel dai quali si accede a Manhattan, elicotteri che sorvegliano dall'alto la situazione, militari che pattugliano i tre aeroporti newyorkesi e migliaia di telecamere che, furtivamente, seguono passo per passo gli spostamenti di centinaia di migliaia di persone.
Si prevede che ci saranno a New York almeno 300mila persone giunte da tutta America per rotestare contro la politica di Bush. Sono arrivati gruppi a favore dell'aborto, contro il porto d'armi, a favore dei gay e contro la guerra in Iraq. E ancora gruppi per la difesa dell'ambiente, altri che si oppongono alla globalizzazione e altri ancora che pretendono la divisione fra stato e chiesa.
La strategia dei repubblicani è di presentare un volto moderato del partito. Sul podio del Madison Square Garden dunque non saliranno predicatori della destra religiosa o militaristi dalle vedute estremiste. Al microfono si alterneranno repubblicani 'soft" come Arnold Schwarznegger o l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani. Bush ha quasi pronto il suo intervento, che pronuncerà giovedi sera. Punterà principalmente sul terrorismo, l'economia e l'istruzione. Quasi certamente alla Convention non si faranno vedere i volti più noti della sua amministrazione. Corre voce infatti che il capo del Pentagono Rumsfeld e la consigliera per la sicurezza nazionale Condoleezza Rice non saranno al Madison Square Garden perché rappresentano il volto repubblicano della guerra in Iraq. Durante la Convention repubblicana, il democratico John Kerry ha deciso di continuare a tenere comizi nel tentativo di riguadagnare un margine di vantaggio rispetto a Bush. Il sondaggio più recente infatti dà il senatore democratico lievemente in perdita.