Nordi: vado via, ma mi dispiace

PAVIA. E' finita ieri la lunga storia in azzurro di Omar Nordi. Il bomber azzurro più prolifico di tutti i tempi si è accordato con l'ambizioso Legnano e oggi sosterrà il primo allenamento coi lilla. Una cessione che sancisce la fine di un ciclo esaltante con uomini come Pastorino, Ardizzone, Marni, La Cagnina, Dondo, Rossini, Nordi. «Sono dispiaciuto di lasciare Pavia - dice Omar - ma il calcio va cosi. E chissà che un giorno non possa tornare». Nordi va al Legnano con la formula del prestito con diritto di riscatto a favore dei lilla. Ora il Pavia dovrà ingaggiare un'altra prima punta da mettere in concorrenza con Ferrari. «Non so - replica Armando Calisti - dipende da tante cose. La nostra priorità è intervenire a centrocampo, se anche Stocco dovesse andare via».
Cinque anni a Pavia, due campionati vinti e il record di gol non si dimenticano facilmente. Un'avventura che gli ha regalato le più grandi soddisfazioni professionali della carriera e che ha fatto sognare i tifosi azzurri. «L'emozione più forte - racconta Omar, non impermeabile alle emozioni - è stata la vittoria del campionato di serie D. Un torneo che sentivo di dover vincere per forza assieme ai miei compagni. Mi ha dato ancora più gioie della vittoria in C2». E' il momento dei ricordi: il nastro si riavvolge e nella memoria di Nordi scorrono le immagini di un'epopea che è giunta al capolinea. «Qualche gol bello l'ho segnato - ridacchia Omar - Se proprio devo isolarne uno, dico quello ad Alessandria. Una rete davvero bella (splendido sinistro da oltre 30 metri, ndr) e una soddisfazione averla segnata proprio al Moccagatta». Un pensiero al «tridente delle meraviglie», che lo ha visto protagonista assieme a Rossini e La Cagnina («un lusso per la serie D e per la C2»), e a quei colleghi che gli rimarranno a lungo nel cuore («Rossini, Pastorino e Preite: tre ragazzi con cui ho legato tantissimo. Ma in generale ho sempre avuto un bel rapporto con i miei compagni»). Nordi saluta e toglie il disturbo. Il Pavia ha deciso di farne a meno e lui ne ha preso atto senza fare salti di gioia. Il Legnano ha vinto la concorrenza del Pizzighettone e da oggi inizia una nuova avventura. «Sono dispiaciuto di lasciare Pavia - ammette lo Sceicco - non lo nego. Sei anni sono tanti, non si dimenticano in un batter d'occhio. Lascio una piazza e un pubblico a cui ho dato e da cui ho ricevuto tanto». E lascia anche Marco Torresani: con il tecnico cremonese ha avuto un feeling particolare. «Il mister per me è stato un maestro di vita. Mi ha insegnato tantissimo, soprattutto a livello umano. Gli sarò sempre grato». Parole al miele anche nei confronti della società, senza il minimo accenno polemico: «I dirigenti del Pavia mi hanno sempre messo nelle condizioni di svolgere al meglio il mio lavoro. Li ringrazio e rinnovo loro la mia stima». Il direttore generale Armando Calisti spiega i motivi della cessione: «Il ragazzo sarebbe rimasto più che volentieri. Noi però stiamo costruendo una squadra con un progetto che non prevede la presenza di un ariete. Probabilmente quindi avrebbe avuto poco spazio. E, dopo tanti anni qui, cambiare piazza potrà dare a Nordi stimoli nuovi. Noi puntiamo forte su Ferrari e Ciullo». La campagna acquisti del Pavia, su ammissione dello stesso Calisti, dovrà ora registrare l'ingresso di un nuovo centrocampista. La situazione di Ambrosoni è ancora in via di definizione, come spiega Moreno Zocchi: «Matteo è un giocatore della Pro Sesto. Siamo in attesa di sapere cosa intendono fare di lui». A proposito di ritorni: Gambadori è ancora in attesa di sistemazione. E Pavia è sempre nei pensieri di Alessandro.
Enrico De Santis