Quel podio triste dell'Italia
ATENE.L'Italia batte l'Iraq 1-0 e vince una medaglia olimpica che nel calcio le mancava da 68 anni. La rete messa a segno dopo pochi minuti del primo tempo da Alberto Gilardino riporta gli azzurri su un podio che sfuggiva da Berlino '36, quando fu oro. Ma oltre alla conquista del bronzo, Italia-Iraq rappresenta la vittoria dello sport sulla violenza della guerra, dopo l'uccisione di Enzo Baldoni nel paese mediorientale.
Nonostante per lunghi tratti il campo non rispecchi la reale differenza di valori, i 22 protagonisti ce la mettono tutta per onorare il torneo e le maglie che indossano. E nessuno tira indietro la gamba. Resta comunque una partita dai risvolti psicologici non semplici, soprattutto per gli azzurri. Velata da un filo di ulteriore malinconia: per la maggior parte è il passo d'addio all'Under 21 causa raggiunti limiti d'età.
Per chiudere il primo tempo in vantaggio all'Italia è sufficiente il gol di Gilardino all'8', che poi risulterà decisivo. Il suo quarto centro olimpico giunge grazie al colpo di testa che trasforma in gol il cross dalla sinistra di Pirlo. Gli azzurri giocano in sfavore di vento e qualche lancio lungo degli iracheni mette in ambasce Pelizzoli. Il quale compie l'intervento più impegnativo al 17', quando deve allungarsi per deviare contro la traversa la capocciata di Razzaq.
Il portiere si ripete al 19', smanacciando una traiettoria proveniente da calcio d'angolo. Al 24' Gilardino potrebbe raddoppiare, ma sul lungo lancio in profondità prima aggancia il pallone, poi se lo lascia sfuggire e Nour Sabri lo anticipa. Chi si attende che nella ripresa Pirlo e soci ricorrano finalmente al miglior bagaglio tecnico per chiudere la partita deve invece assistere all'assalto iracheno.
Cosi all'8' ed al 17' Gentile deve ringraziare Pelizzoli se non giunge il pareggio. Il portiere della Roma prima è bravo ed insieme fortunato quando respinge di piede il tiro di Razzaq. La palla giunge a Karim che alza sulla traversa. Quindi rimedia all' errore di Barzagli, che si impappina a due passi dalla porta e regala palla agli avversari, opponendosi ai tiri di Razzaq e Mohammed.
L'Iraq continua a premere ed al 35' Emad si libera di Moretti e tira, ma Pelizzoli blocca a terra. Sul fronte azzurro si può raccontare solo di un lancio di Pirlo, al 22', che Gilardino tenta invano di trasformare in pallonetto che si spegne sopra la traversa. L'ardore iracheno non basta però a produrre quel gol che pure sarebbe meritato.
La partita che la guerra avrebbe potuto impedire finisce cosi con il successo azzurro e, quel che più conta, con gli abbracci che i giocatori delle due squadre si scambiano in mezzo al campo.