Frattini: «Resteremo in Iraq»
ROMA.«Indispensabile», cosi Ayad Allawi, primo ministro iracheno, ha definito in una conversazione telefonica con Silvio Berlusconi, l'impegno italiano in Iraq. Una telefonata in cui Allawi ha espresso il suo cordoglio per la morte di Baldoni ribadendo come «nulla possa giustificare un gesto cosi efferato, estraneo alla cultura e allo spirito religioso del popolo iracheno».
«Resteremo in Iraq finchè ce lo chiede il governo di Baghdad - dice il ministro degli Esteri, Franco Frattini, parlando alle commissioni Esteri di Camera e Senato - non possiamo abbandonare Allawi proprio nel momento in cui il quadro della situazione in Iraq è caratterizzato da precarietà e instabilità».
Elettra Deiana, Rifondazione, chiede «in che forma Allawi avrebbe chiesto all'Italia di rimanere in Iraq. Esiste un accordo scritto? Quali sono i contenuti? Quali le finalità?». La risposta arriva con il comunicato di Palazzo Chigi. Il centrosinistra continua a mantenere la sua «contrarietà all'attuale missione italiana in Iraq». Con una novità politica: nel dibattito a rappresentare Ds, Margherita e Sdi, ovvero la Lista Prodi, interviene solo Marina Sereni, responsabile esteri dei Ds. «Occorre - dice - battere ogni strada per promuovere un'azione comune dell'Europa. Serve una posizione comune con la Ue, per questo occorre una riunione straordinaria del Consiglio europeo». In assenza di novità sostanziali la Lista Prodi chiederà il rientro del nostro contingente. Frattini apprezza i toni pacati della Lista Prodi, dice che occorre dialogare, ma non condivide l'analisi. Le novità ci sono: «Il governo Allawi - dice il ministro degli Esteri - sta esercitando l'autorità, sta iniziando a esercitare questo controllo difficile, complicato. Questo governo è legittimato e deve continuare a essere aiutato». Certo - ammette Frattini - «l'evoluzione dello stato di sicurezza non ci tranquillizza».
«Frattini non si rende conto che le cose vanno sempre peggio», dice Francesco Rutelli. E Piero Fassino, leader dei Ds: «Il governo chieda il consiglio eurpeo. Senza svolta Onu soldati a casa».