Parona cambia idea, niente centrale
VIGEVANO. Eletta sindaco da poco più di due mesi l'ex direttrice didattica Giovanna Ganzi sta scombussolando piani e progetti di molti, nell'imprenditoria pubblica e in quella privata, mandando in fumo operazioni da centinaia di migliaia di euro. L'ultima iniziativa è una lettera a Regione e Provincia con la quale dichiara che il suo comune non è più disposto ad accogliere una centrale a turbogas che avrebbe dovuto sorgere a fianco dell'inceneritore (raddoppiato) di Lomellina Energia.
La notizia è stata data - con una certa sorpresa - dall'assessore provinciale all'Ambiente Delio Todeschini ieri pomeriggio nel corso della riunione congiunta delle commissioni provinciali Territorio e quella speciale sull'inceneritore di Parona.
All'ordine del giorno c'erano le iniziative da prendere dopo che la Regione ha approvato il raddoppio del termoutilizzatore.
La riunione, durata poco più di due ore, è giunta alla conclusione che nelle prossime settimane tutte le parti interessate (comuni, associazioni, agricoltori) saranno interpellate al Comune di Vigevano. «Chiederemo ospitalità al sindaco Cotta», ha spiegato il consigliere Luigi Bassanese, che presiede le commissioni congiunte.
Tutte le forze politiche sono apertamente contrarie al raddoppio, ad eccezione di Forza Italia, il cui capogruppo Gianluigi Secchi si è associato solo alla richiesta di aprire un'ampia consultazione. Non si è scandalizzato della procedura adottata in Regione (un decreto dirigenziale, senza apparente avallo politico) il verde Nicola Pecorella («Con la legge Bassanini è possibile che un dirigente firmi un provvedimento come questo».)
Chi non ha lesinato i colpi sono stati tutti gli altri, da Rifondazione ad Alleanza nazionale. Ha iniziato Giancarlo Mazza, capogruppo Ds: «Lo si spieghi chiaramente, il raddoppio di Parona è una decisione politica, la smettano di prenderci in giro con i tecnicismi. E Abelli non dica che l'impianto di Brescia è più grande, perché è commisurato a un territorio ben più vasto della provincia di Pavia».
Il presidente della seduta, Bassanese, benché aderente a Forza Italia, non si è fatto influenzare dalle posizioni del capogrupo Secchi: «Bisognerà cominciare a dire a Parona che da quelle parti stanno esagerando. Non possono approvare un raddoppio contro l'opinione di tutti i paesi confinanti. Suardi, San Giorgio, Sartirana, Breme e Pieve del Cairo avevano detto di essere contrari. Solo il comune di Mortara aveva risposto in un modo ridicolo, dicendo di avere fiducia nella Regione Lombardia».
Virginio Anselmi (Lega) ha proposto che se la Provincia non riesce a impedire il raddoppio del «termo», vieti almeno il passaggio dei camion che trasportano i rifiuti: «Non vorrei che con questo raddoppio arrivino anche i rifiuti dalla Campania».
Il consigliere della Margherita Maurizio Visponetti ha proposto una consultazione democratica tra la gente: «Non si conosce l'opinione dei cittadini della Lomellina».
Dopo aver sottolineato di non credere alla scelta tecnica, ma alla decisione politica della regione, si è associato alla proposta di impedire il passaggio dei mezzi pesanti nella zona di Parona.
Forse il più determinato di tutti è stato il capogruppo di An Tullio Bologna: «Qualcuno l'ha fatta grossa, ma certamente non è stato il funzionario della Regione che il 13 agosto si è svegliato e ha deciso di approvare il raddoppio». Bologna cita un'intervista rilasciata dall'assessore regionale Abelli («Se la gente non accetterà il raddoppio, io sarò il primo ad oppormi»).
Bologna ha dichiarato che si schiererà contro il raddoppio - come si sono pronunciati il consiglio comunale di Vigevano e quello provinciale - partecipando a qualsiasi manifestazione, «anche violenta». E ha concluso: «Dà particolare fastidio che queste decisioni, queste porcate, vengano prese nel mese d'agosto, il mese della vaselina. Ne abbiamo piene le scatole».
La consigliera della lista Di Pietra Flavia Fulvio ha chiesto tempi stretti per le audizioni: «In questi casi la tempistica è fondamentale, c'è poco tempo per concludere i nostri lavori».