«Queste bollette vanno riviste»
SAN ZENONE. Quindici Comuni del Pavese contestano il Consorzio Villoresi per la questione del caro-bollette. Lo scorso 10 agosto a Costa de' Nobili si sono riuniti i rappresentanti di 15 amministrazioni: Badia Pavese, Chignolo Po, Copiano, Corteolona, Costa de' Nobili, Genzone, Gerenzago, Linarolo, Monticelli Pavese, Pieve Porto Morone, Santa Cristina e Bissone, San Zenone al Po, Spessa, Vistarino e Zerbo. Al termine è stato elaborato un documento tecnico che mette in discussione i criteri utilizzati dai modelli matematici per la definizione dei contributi. «Il Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi, nel recente passato - sostengono i quindici Comuni -, ha inviato una raffica di 'maxi-cartelle" a tutti i contribuenti del Basso Pavese dando avvio ad un malcontento generalizzato di cui si sono fatte interpreti le amministrazioni organizzando un primo tavolo di confronto a Costa de' Nobili (19/03/04)».
In luglio è stata inviata successivamente al presidente del Consorzio la richiesta «d'inserire nella Commissione, che segue l'elaborazione del nuovo piano di classifica, un rappresentante dei Comuni del Basso Pavese, esterno al Consiglio, al fine di tenere i collegamenti con le amministrazioni».
«L'entrata in vigore della Legge Regionale n. 7 del 16/06/2003 e della Dgr n. 7/15677 del 18/12/2003 che regolamentano le 'Norme in materia di bonifica ed irrigazione" - sottolineano ancora i Comuni -, introducendo alcuni principi innovatori e di equità, in pratica fanno ricadere in capo a tutti i proprietari di immobili pubblici e privati, agricoli ed extragricoli, ancorchè non consorziati che traggono beneficio dalle opere gestite dai Consorzi di Bonifica, il pagamento dei contributi». In particolare un provvedimento «rimanda il contributo al Gestore del servizio di fognatura per le acque che provengono da immobili situati in aree urbane che trovano recapito nel sistema scolante del relativo Consorzio di Bonifica».
Tali articoli di legge hanno dato l'avvio ad un'aspettativa da parte delle popolazioni per una pronta revisione del Piano di Classifica. «E', infatti, logico attendersi - continuano i quindici Comuni - che, allargando la base imponibile, si possa ridurre l'ormai insostenibile peso tributario che grava sui contribuenti del Basso Pavese». Viceversa il Consorzio ha «prontamente assimilato» una Legge Regionale, inviando tramite il Gestore dell'Acquedotto (C.A.P.) una nuova raffica di bollette chiedendo il contributo dovuto al prelievo delle acque superficiali o sotterranee-ricarica della falda. Con una successiva lettera del 18 agosto inviata al presidente e al direttore generale del Consorzio, all'assessorato all'Agricoltura della Regione Lombardia, i sindaci dei Comuni hanno trasmesso questa relazione e formulato alcune domande alle quali ritengono indispensabile sia data risposta da parte dello stesso Consorzio. Le chiede amministrazione chiedono «come sia ammissibile domandare ad un cittadino per 'bonificare" i suoi immobili, ossia togliere l'acqua in eccesso, e contemporaneamente chiedere di pagare per 'incrementare" la falda, ossia immettere acqua... decisamente qualche beneficio di troppo».