La carta d'identità e un bagno in mare
PISA.Poche ore di libertà per Adriano Sofri, recluso da 4 anni e mezzo nel "Don Bosco" di Pisa, dopo la condanna a 22 anni per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi. L'altra mattina è uscito dal carcere attorno alle 9 ed è rientrato in serata per trascorrere la notte in cella. Durante le ore di libertà, Sofri ha potuto recarsi al Comune di Pisa per ottenere la carta d'identità, e poi ha fatto un bagno in mare assieme alla sua compagna, Randi, a Marina di Pisa. E' la prima volta che Sofri ottiene un permesso, in precedenza ne aveva chiesto uno per partecipare ad una manifestazione culturale a Milano dove avrebbe dovuto leggere, in Duomo, alcuni versi di Oscar Wilde. Ma le aspre polemiche che accomapagnarono questa ipotesi, lo fecero desistere. Nella rubrica "Piccola posta", che ogni giorno Sofri tiene sul quotidiano Il Foglio, c'era solo un accenno indiretto al permesso di cui l'altro ieri ha goduto: «Per un vecchio prigioniero non esistono prime volte, però esiste una prima volta dopo tanto tempo». E sulla sua "libera uscita" sono fioccate subito le reazioni. Paolo Cento, deputato dei Verdi e vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, si è detto felice per l'uscita di Sofri perchè «è la dimostrazione che non è un detenuto pericoloso». Cento ha confermato il suo impegno nel continuare la battaglia per la concessione della grazia. Anche Marco Boato, capogruppo dei Verdi alla Camera, si è detto contento: «Mi auguro che non sia troppo lontano il giorno in cui, dal carcere, Sofri possa uscire definitivamente. E tengo a sottolineare», ha detto Boato parlando della vicenda del terrorista Cesare Battisti, «che non esiste nessun parallelismo con questo personaggio. Sofri sta in carcere da molti anni». Ma non sono mancate le critiche. Durissima quella di Filippo Ascierto, responsabile sicurezza di An: «Fosse stato per me l'avrei tenuto in cella, altro che giorno di libertà». E più cinico è invece il commento di Bruno Berardi, presidente dell'Associazione Domus Civitas che raccoglie familiari delle vittime del terrorismo: «Sono contento che Sofri abbia beneficiato della libertà, cosi si è reso conto come è bella la vita. La stessa vita che lui ha fatto smettere ad un innocente, il commissario Calabresi». (r.r.)