«Coltivate gli asparagi, sono meglio del riso»
CILAVEGNA. Dopo le difficoltà degli ultimi anni, l'asparago cilavegnese può guardare più serenamente al futuro. Complice anche lo sforzo promozionale svolto dal Consorzio produttori asparago cilavegnese (Conpac), che ha conquistato altri amanti dell'ortaggio alla frazione Bozzola di Garlasco e a Ceretto, oltre a un coltivatore robbiese già socio da due anni. Nel 2002, prendendo spunto da un'annata disastrosa, il presidente Giampiero Campana inviava un sos alla categoria, ma anche ai semplici orticoltori: «Venite a iscrivervi al nostro organismo, abbatteremo i costi della coltivazione e anche i prezzi di vendita al dettaglio».
Oggi, il Conpac sorride: i 35 quintali della stagione 2004 aumenteranno a 50, secondo le previsioni di Campana.
«Grazie anche ai contributi economici del Comune, possiamo esibire i primi risultati - spiega il presidente del Conpac -. Io stesso ho visitato molte coltivazioni di asparagi in Veneto, in particolare nelle province di Padova e di Treviso per carpire i segreti di quelle zone e per ricevere consigli utili da comunicare poi ai nostri associati».
La decina di produttori dell'asparago combatte tenacemente per tenere in vita una tradizione secolare, sfociata anche nell'omonima sagra di maggio.
Se si riflette sul fatto che per i primi tre anni l'orticoltore non può trarre beneficio dal proprio impegno sui campi, allora si comprende come l'amore per questo ortaggio sia veramente forte.
«La produzione è limitata nel tempo: solamente 50 giorni - aggiunge il presidente Campana -. E' comprensibile che questa attività non possa garantire un reddito alto, come per esempio il riso o il granoturco: però, posso affermare che in proporzione, confrontando estensione dei campi coltivati e impiego di manodopera, un produttore di asparagi guadagna più di un risicoltore».
La spiegazione secondo il Conpac, l'organismo fondato dall'indimenticato professor Roberto Rampi? Perché un'aspargiaia, che può variare da due a sei pertiche, è coltivata da pensionati, magari con l'aiuto dei familiari.
«Per questo prodotto a cielo aperto non servono macchinari e quindi i costi si abbattono - conclude Campana -. Il reddito non è alto, è vero, ma tutti i produttori coltivano asparagi per amore verso la terra».
Pieno appoggio anche dal Comune. «Vogliamo incentivare questa coltura, che è anche cultura - commenta il sindaco di Cilavegna Giusto Fuga -. Parlerò a breve con Campana per studiare altre iniziative promozionali».
Umberto De Agostino