Cassina, e la ginnastica si riscopre d'oro
ATENE. Sembrava un giorno senza medaglie per la spedizione italiana. Invece in notturna è arrivato un altro meraviglioso oro: 24 ore dopo il bronzo di Jury Chechi è toccato al milanese Igor Cassina stupire il mondo nella prova alla sbarra. Il suo esercizio ha lasciato tutti a bocca aperta, strappando un uragano di applausi, e i giudici si sono dovuti adeguare: 9,812. È la prima volta di un azzurro in questa specialità.
Prima dell'esercizio di Cassina una lunghissima contestazione al palazzetto della ginnastica artistica aveva interrotto la finale della prova alla sbarra. Minuti e minuti di fischi, mugugni e pollici versi all'indirizzo della giuria, contestata per avere attribuito un punteggio basso nei confronti della prova del campione olimpico uscente, il russo Alexei Nemov. Una protesta che ha avuto effetto: inizialmente accreditato di 9,725 che lo aveva relegato al terzo posto su tre atleti scesi in pedana, si è visto portare il punteggio a 9,762. In particolare hanno corretto il loro giudizio, migliorandolo, l'arbitro malese e il canadese.
Igor Cassina con 9,812 si è piazzato al primo posto davanti allo statunitense Paul Hamm, accreditato dello stesso punteggio, ma con uno scarto peggiore. Bronzo al giapponese Isao Yoneda, con 9,787. Cassina passa alla storia dello sport azzurro: la sua è la prima medaglia d'oro della sbarra, specialità in cui l'Itala vanta un solo argento datato 76 anni. Romeo Neri lo conquistò infatti alle Olimpiadi di Anversa del 1928. Se si esclude Chechi, oro ad Atlanta agli anelli, l'ultima medaglia pregiata della ginnastica risaliva al 1964 con Franco Menichelli, vincitore nel corpo libero a Tokyo.
«Ho coronato il sogno della mia vita. Avevo sette anni, ero un bimbetto e mi ero posto questo obiettivo. Ci sono riuscito e stento ancora a crederci». Igor Cassina commenta cosi la splendida vittoria di Atene. Per riuscirci ha anche eseguito nel corso del suo difficilissimo esercizio un movimento di grande difficoltà che porta il suo nome: «Sono felice anche di questo. Dedico la medaglia ai miei familiari, alla mia fidanzata e ai miei fan che sono venuti qui». Poi l'abbraccio con Jury Chechi: «Grande Igor» gli urla il suo mentore.
E oggi nell'atletica arriva il gran momento di Andrew Howe Besozzi, nato a Los Angeles il 12 maggio 1985 ma da 14 anni residente a Rieti. Entra in scena nelle batterie dei 200 metri, è la speranza della velocità italiana, indicato come il 'Carl Lewis nostrano" dopo i risultati ai Mondiali juniores di Grosseto: oro nei 200 corsi nel tempo di 20''28, e nel lungo (m. 8,11). Il Lewis mostro sacro dell'atletica leggera quand'era juniores correva i 200 in 20''66 e saltava anch'egli 8,11.
Entra in scena il nostro potenziale Carl Lewis, mentre negli sport di squadra inizia la resa dei conti. Sarà un pomeriggio di fuoco: la Nazionale di calcio affronta l'Argentina, in una partita che vale il pass per la finale e al tecnico Gentile fa rivivere i ricordi del mundial '82, mentre il Setterosa di pallanuoto ha una semifinale dura con gli Stati Uniti.