Insulti tra Forza Italia e Udc

ROMA. rogetto di un partito che riunisca quelle forze alleate in Europa nel Ppe sembra partire con il piede sbagliato. Proprio nel giorno in cui Forza Italia rilancia con più vigore questa prospettiva dal Meeting di Rimini si fa più violenta la polemica tra il partito azzurro e l'Udc, giusto le due forze politiche che, sulla carta dovrebbero essere i protagonisti di questo processo di riunificazione. A provocare il durissimo botta e risposta una dichiarazione del vice coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto.
Al centro il ruolo che ha avuto Berlusconi nella vita politica dei massimi vertici centristi. «Spero che Casini e Follini - afferma al Meeting di Cl - non dimentichino che devono a Silvio Berlusconi se il primo è presidente della Camera e l'altro è il segretario di un partito politico». Parole che fanno infuriare Via due Macelli. Il primo a replicare è il giovane capogruppo Udc in Commissione Affari Costituzionali, Giampiero D'Alia: «Le frasi di Cicchitto e Bondi sono intollerabili clave contro l'Udc. Parole - sottolinea D'Alia - che nulla hanno a che vedere con la tradizione democristiana, popolare europea e ciellina. Infatti non è un caso che Bondi e Cicchitto provengano dalla tradizione comunista e socialista di sinistra». E ancora più sarcastico aggiunge: «E' giusto dire che Follini e Casini devono ringraziare il premier. Soprattutto perchè affida ancora il partito a statisti come Cicchitto e Bondi, grazie ai quali l'Udc avrà lunga vita».
Sulla stessa linea Ciro Alfano: «A Cicchitto è meglio non rispondere, è meglio non dargli alcun seguito anche perchè, com'è noto, non è un dirigente politico ma un semplice provocatore». Infine Luca Volontè, capogruppo alla Camera che ricorda come accanto ai meriti dei leader ci sono quelli della coalizione: «Tutti riconoscono il valore del Premier. In molti dovrebbero però riflettere sull'altrettanto importante valore di un sistema politico come il nostro basato sulle coalizioni. Sono certo che Cicchitto - aggiunge Volontè - sia a conoscenza del fatto che tutti i deputati, compresi quelli di FI, siano stati eletti con i voti della coalizione».