La muraglia cinese verniciata d'azzurro
ATENE.Mentre nell'impianto adiacente Italia e Cina di scherma si preparavano a darsele a colpi di fioretto, nel palasport di Helleniko le stesse nazionali di basket non se le sono date più di tanto di randello in una partita pure decisiva per entrambe. Non ce ne è stato bisogno, dopo che la squadra azzurra è schizzata subito avanti fino a doppiare i cinesi a fine primo quarto (22-11). E dopo che anche Yao Ming, il giocatore più alto del torneo (226 centimetri non solo di legno ma anche di squisita classe cestistica) ha capito che non era comunque giornata e con filosofia tutta orientale, ma noi la chiameremmo anche indolenza, ha iniziato a non chiamare più il pallone sotto canestro. Paradossalmente proprio dai suoi rifiuti la Cina ha tratto beneficio per incrementare un misero bottino anche se buona parte della spiegazione della sterilità offensiva cinese è nell'asfissiante difesa azzurra che ha sporcato, quando non rubato, palloni su palloni. In attacco, superata la paura che Yao fosse insuperabile, abbiamo presto iniziato a entrare più spesso puntando il canestro. Un Chiacig finalmente ispirato sotto canestro e un Galanda preciso da fuori ed ecco gli ingredienti del vantaggio azzurro all'intervallo (26-44) nonostante il triplo dei tiri liberi concessi dagli arbitri alla Cina. Alla fine saranno addirittura 26 a 8 per i nostri avversari, rinfocolando appena la recente polemica («Avrei voluto averli contro la Spagna, 8 liberi», ha detto il ct Recalcati).
L'ultimo periodo, iniziato sul +21, è accademia nostra ed esercizi elementari per i cinesi: l'Italia vola in progressione addirittura fino al +39, e alla sirena è festa mentre dagli altoparlanti si diffondono, pronte e ruffiane, le note di 'Azzurro". Dopo questa vittoria l'Italia è già sicura dell'ammissione ai quarti di finale. Se batterà l'Argentina, domani sera, addirittura da seconda del girone dietro la lanciatissima Spagna. Altrimenti terza o più probabilmente quarta, sperando che nell'ultimo turno qualcuno non giochi a perdere a caccia di un abbinamento favorevole, ovvero qualunque avversario diverso da Lituania e USA. Solo domani verso le 23 ora italiana, e dopo tutti i calcoli delle classifiche avulse, avremo un'idea della montagna che l'Italia dovrà scalare giovedi 26 agosto, anche se il rifugio di un posto fra le prime otto al mondo lo abbiamo già raggiunto. Obiettivo minimo, ma non scontato e raggiunto con una prestazione che nonostante la pochezza degli avversari va considerata incoraggiante.
Italia-Cina 89-52 ITALIA:Basile 8, Galanda 22, Marconato 4, Righetti 2, Bulleri 3, Radulovic 4, Soragna 7, Pozzecco 10, Rombaldoni, Mian 10, Chiacig 14, Garri 5. All. Recalcati.
CINA:Liu Wei 7, Zhu Fangyu 7, Li Nan 9, Mo Ke 4, Yao Ming 9, Chen Ke 2, Zhang Yunsong 2, Guo Shiqyang 7, Zhang Jinsong 1, Yi Jianlian 3, Menke Batere 1, Du Feng. All. Harris.
ARBITRI:Voreadis (Gre) e Vazquez (Pur).