Senza Titolo

ATENE. Se esistesse una enciclopedia della scherma, la finale persa dagli sciabolatori azzurri contro la squadra francese sarebbe registrata sotto la voce «occasioni gettate al vento». C'è poco da prendersela con l'arbitraggio, come fa a caldo il ct Christian Bauer. La verità è che del terzetto azzurro ha tirato bene il solo Aldo Montano. Lo sciabolatore livornese che sabato scorso ha conquistato l'oro individuale, in pedana si è comportato come un leone. Anzi, una furia. Lui da solo ha piazzato 23 stoccate sulle 42 italiane, ed è stato capace di rimontare l'ex campione del mondo Damien Touya nella parte centrale della gara, quando la situazione sembrava ormai perduta. E' salito in pedana con l'Italia ferma a 18 e i francesi a 25, e ne è sceso dopo aver riacciuffato l'avversario.
Ma i suoi due compagni, Gigi Tarantino e Gianpiero Pastore, ieri sera non erano in grado di seguire il ritmo dello scatenato leader nell'assalto all'oro. E l'Italia si è dovuta accontentare dell'argento, fermata 45 a 42 dagli sciabolatori d'oltralpe. Montano, in pedana, ha portato tutta la sua voglia di vincere. Ad un certo punto sembrava Orlando con la sua Durlindana.
Un paladino del 2000, con quella maschera trasparente che lampeggia quando viene colpita e che fa sembrare gli sciabolatori guerrieri androidi di un film di fantascienza.
Aldo menava fendenti da una parte all'altra, colpiva l'avversario di taglio, di punta, di controtaglio sulle braccia, sul busto, sulla testa. Un'altro pò e avrebbe fatto a fettine anche l'arbitro. Durante la rimonta, ad ogni stoccata piazzata, si levava la maschera e gettava urla da far tremare le pareti della sala. Come un esaltato si inginocchiava, saltava, alzava le braccia al cielo.
Inarrestabile. Ma gli altri due, i suoi due amici con i quali condivide la passione per la sciabola e la vita da single in un appartamento a Roma, non sono riusciti a fare altrettanto. Gigi e Gianpiero non sono riusciti ad andare oltre un gioco di contenimento dei francesi.
Nell'ultimo round Tarantino, salito in pedana con una situazione di parità (40-40) procurata, ovviamente, da Montano, ha sciupato tutto con una serie di mosse sballate. Ad un certo punto, colpito dal francese, è caduto a terra, e ha fatto una capriola che racconta meglio di ogni altra cosa la prova italiana di questa giornata.
L'ultima stoccata, quella decisiva, per l'arbitro cubano La Verdeza, è del francese, anche se c'è il dubbio che Gigi abbia colpito prima. Ma i blu meritano la vittoria, c'è poco da fare.
Ieri sera è stato Damien a liquidare Tarantino nell'ultimo round, e la Francia della scherma oggi è tutta ai suoi piedi. Peccato per l'Italia, perchè la serata poteva concludersi in un altro modo.
Le premesse c'erano tutte. Nell'incontro di semifinale contro la Russia, vinto dagli azzurri per 45-42, Tarantino era stato un altro. Si deve a lui l'impresa di aver messo in riga il mostro sacro della sciabola mondiale Stanislav Pozdiakov. Come Montano nell'incontro di finale, Tarantino aveva preso per mano la squadra azzurra: tutto suo il merito di aver battuta una Russia che non assaporava il sapore della sconfitta da 5 anni. Tutti si aspettava che il napoletano, nel finale, tirasse nuovamente fuori gli artigli.
Ed invece negli assalti decisivi contro i francesi, avversari più modesti dei russi, è sembrato un agnellino. Un'Olimpiade stregata, per lui, che nel torneo individuale, dove pensava di arrivare in zona medaglia, si è fatto eliminare alle prime battute.
Resta l'argento, che non è certo una medaglia da buttare via, anche se Montano dice che gli girano un pò le scatole e rimprovera i compagni per non aver sfruttato la sua mega-rimonta. E resta soprattutto Montano, il volto nuovo della scherma italiana: è lui che può contendere a Valentina Vezzali il ruolo di araldo della scherma italiana.
Con quella di ieri, la scherma italiana raggiunge quota 106 nel medagliere olimpico. Ma la spedizione dell'Italscherma non si ferma qui: sabato tornano in pedana i fiorettisti per prendere la 7/a medaglia di questo torneo. E Sanzo e compagni, non è un mistero, puntano direttamente all'oro.