Tre fermati per i furti dei furgoni
GIUSSAGO. Li hanno presi al ristorante, dove erano andati a festeggiare il compleanno di una conoscente. Quando hanno visto i carabinieri entrare nel locale non hanno opposto resistenza: l'accusa nei loro confronti è di aver rubato e ricettato dei furgoni e altro materiale da capannoni di alcune società del Milanese. Pierino Olceste, 46 anni, di Battuda, Osvaldo Ercoli, 46 anni, di Assago, e Nazmi Rrahmani, albanese di 20 anni, sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria, che dovrà essere tramutato dal giudice delle indagini preliminari in ordine di custodia cautelare. I carabinieri erano da tempo sulle tracce dei tre, e dopo aver raccolto una serie di indizi hanno aspettato il momento propizio per passare all'azione.
I tre non avevano un'abitazione fissa. Si spostavano tra la provincia di Milano e quella di Pavia, in particolare tra Certosa, Bereguardo e Casorate.
Su di loro erano caduti i sospetti degli uomini dell'Arma, che indagavano su alcuni furti avvenuti nel Basso Milanese tra il 5 luglio e il 16 agosto. Mercoledi sera i tre erano a cena al ristorante «La bussola» di Giussago, in compagnia di una coppia di amici sposati di Milano (34 lui, 43 lei): erano li per festeggiare il compleanno della donna. La coppia, peraltro, appare del tutto estranea alle vicende che coinvolgono i fermati.
Fuori dal locale i carabinieri hanno trovato un autofurgone Hyundai bianco che era stato rubato il 23 luglio nei magazzini della società Chemis di Opera, insieme ad attrezzature e altro materiale per migliaia di euro.
Osvaldo Ercoli, senza fissa dimora, è tra l'altro già conosciuto dalle forze dell'ordine: ha precedenti denunce per reati contro il patrimonio (furto e ricettazione). L'albanese Rrahmani è invece uno straniero clandestino.
I tre sono stati fermati per il furto e la ricettazione in concorso del furgone Hyundai. Ma dando seguito alle indagini svolte finora, i carabinieri hanno successivamente recuperato altri mezzi: si tratta di un Fiat Ducato e di un autocaravan Mercedes rubati alla Sotec di Peschiera Borromeo e alla Società europea autocaravan con sede a Zibido S. Giacomo.
Si sospetta che il caravan sia stato utilizzato anche dai tre, che non stavano mai fermi in un posto, per trascorrere la notte.
Sono stati trovati anche attrezzi, utensili e termoconvettori trafugati dai capannoni. Non ritrovato, invece, un altro mezzo rubato nel corso dei raid nelle aziende. Secondo i carabinieri i tre erano in attesa di piazzare i mezzi e la roba rubata.
L'indagine è coordinata dal pubblico ministero Luisa Rossi, che dovrà chiedere al giudice delle indagini preliminari la convalida dei fermi di polizia giudiziaria. (l.si.)