Lettera minatoria al vicesindaco
SULMONA. Il sindaco di Roccaraso (L'Aquila), Camillo Valentini, è morto in carcere e non durante il trasporto in ospedale: la novità è emersa nel corso dei colloqui tra i medici del carcere e gli ispettori del Ministero di Giustizia che dalle 11 di ieri stanno ricostruendo le fasi che hanno portato al suicidio del primo cittadino.
L'elemento dal quale è stato possibile risalire all'ora del decesso - avvenuto tra le due e le tre di lunedi scorso - è stata la presenza di macchie ematiche dietro la schiena del sindaco di Roccaraso che sono cominciate ad apparire tra le 8 e le 9 della stessa giornata: di solito questo fenomeno si verifica a distanza di sei ore dal decesso. I medici del carcere hanno sostenuto di avere cercato di rianimare Valentini, nonostante non si avvertisse il battito, una procedura che viene eseguita in qualsiasi caso di suicidio o morte apparente. L'ispezione ministeriale è ancora in corso.
Intanto il vice sindaco di Roccaraso, Giuseppe Di Virgilio, che ora regge il Comune, ha ricevuto una lettera anonima di minacce. Nel plico c'era un ritaglio di giornale risalente ai primi di luglio con la notizia dell'arrivo della Dia a Roccaraso e una foto del sindaco Valentini con sopra disegnate delle sbarre: sotto l'immagine le scritte «Regina Coeli» e «Anche tu in galera».