«Mairano merita di più...»

CASTEGGIO. Vuole rilanciarsi frazione dove il mitico Bussolera creò la sua piccola reggia. A Mairano cresce la voglia di contare di più.
Completamente deserta lungo le sue strade, durante l'estate la piccola frazione di Mairano assomiglia tanto ad uno dei villaggi fantasma che si possono trovare nelle immagini un poco stereotipate del Far West. Il campo da calcetto, donato dall'avvocato Fernando Bussolera prima della sua morte, è malinconicamente vuoto e rappresenta il segnale di come il piccolo centro abitato stia lentamente conoscendo il suo declino di presenze. Una frazione condannata a restare immersa in questo lungo silenzio? No. Esiste, infatti un articolato progetto per rivitalizzare la frazione casteggiana, un piccolo gioiello per suggestioni del panorama e per storia. «Ne ho parlato con i responsabili della Fondazione Bussolera, si stanno gettando le basi per un discorso interessante e destinato a dare nuovo impulso a questa zona - anticipa Pietro Peveri, presidente della Pro Loco Castidium ed abitante proprio di Mairano - Durante l'estate del prossimo anno, precisamente nei fine settimana, saranno organizzati spettacoli musicali ed altre iniziative per attirare visitatori. Un'ottima occasione per far conoscere ad un pubblico sempre più vasto lo splendido panorama che si può ammirare da Mairano, con la possibilità di promuovere l'ottimo vino prodotto da queste parti». In effetti la frazione casteggiana si presta per posizione, è incastonata tra le verdi colline dell'Oltrepo, a operazioni di promozione turistica e economoca, ma fino a questo momento non è mai stata valorizzata per quel che merita. La prospettiva sembra più rosea se, come ha anticipato il dinamico presidente della Pro loco, scenderà in campo la Fondazione Bussolera. In questo caso potrebbero crearsi buone oppportunità che Mairano diventi finalmente una meta turistica a tutti gli effetti. Le possibilità ci sono, eccome. «Bisogna solo farla conoscere a tutte quelle persone, in particolare provenienti da Milano, che trascorrono il fine settimana qui in Oltrepo magari passando la giornata in un agriturismo - interviene Pietro Di Lernia, dipendente presso un'azienda vinicola della zona - Mairano non merita di essere abbandonata a se stessa». Nella piccola località collinare abitano soprattutto persone anziane, per loro qualunque mese dell'anno è sempre uguale al precedente ed il tempo sembra proprio essersi fermato. «Anni fa esisteva una piccola bottega dove erano venduti prodotti alimentari, ma da tempo questo negozio non esiste più e per far la spesa bisogna scendere a Casteggio. I più giovani non vedono l'ora di recarsi in città anche per effettuare un piccolo acquisto, mentre chi è più avanti con gli anni ha imparato ad arrangiarsi - spiega un'anziana signora residente a Mairano in via delle Mollie - Ora, finite le ferie, riaprirà l'unica trattoria presente in paese. Meno male perché cosi verranno un po' di visitatori, altrimenti qui sembra di vivere in un eremo. A noi anziani non resta che farci compagnia tra noi stessi, magari un giorno si va a visitare l'amico che abita dall'altra parte del paese e viceversa». Cosi, per 365 giorni all'anno. Mairano merità di più.
Simone Delù