El Guerrouj non vuole sbagliare più
ATENE. Sui 1500 metri ha conquistato quattro titoli mondiali consecutivi: 1997, '99, '01, '03. Fra 1500 metri e miglio ha vinto 80 delle 83 corse disputate dal 1996 all'anno scorso. Eppure Hicham El Guerrouj non è riuscito ancora a cingersi la testa dell'alloro olimpico. Nel '96 ad Atlanta cadde prima della campana dell'ultimo giro e terminò 12º. A Sydney fu bruciato dal keniano Noah Ngeny. «Stavolta, Inshallah, può essere la volta buona», dice il campione marocchino, presentato con orgoglio dalla Nike, una scuderia che pure annovera numerosi altri purosangue. E con lui, infatti, c'è anche il keniano Bernard Lagat.
«In pista siamo avversari, ma fuori amici», chiariscono i due al folto uditorio. E promettono: «Sarà una gara molto dura, e ciascuno penserà per sè, naturalmente, oltre che per i rispettivi paesi». E' serena l'atmosfera ai bordi della pista di atletica dell'Athens college. El Guerrouj è allegro, lui quasi sempre serio. E si capisce perchè, quando racconta: «Per me questo è stato un anno pieno di avvenimenti. Ho sposato una donna molto bella, ho una figlia di un mese e mezzo che si chiama Iba, cioè dono di Dio, e spero che mi porti fortuna».
Tutto va bene, salvo un piccolo inconveniente che gli ha tolto qualche ora di sonno, facendolo aggiungere alla lista degli scontenti del villaggio: «La notte scorsa ho dormito soltanto cinque ore. Al villaggio non riuscivo a prender sonno, per qualcuno che faceva chiasso, il letto troppo piccolo, insomma alle tre e mezza ho preso i bagagli e me ne sono andato in albergo. Ma stasera torno al villaggio».
Allergie, cambio d'albergo: malattia da gente comune, inconvenienti da ragioniere in vacanza, non da favorito dei 1500, da campionissimo. Un ruolo che El Guerrouj vuole recitare al più alto livello possibile: «Questa sarà probabilmente l'ultima occasione per conquistare il titolo olimpico dei 1500 metri. Farò il possibile perchè sia quella buona».