«Uniamo tutti gli oppositori»

MORTARA.«Noi ci siamo opposti fin dal primo momento al raddoppio del termovalorizzatore, ma adesso, tutti quelli che non sono d'accordo devono unirsi». Giuseppe Abbà, storico leader di Rifondazione a Mortara e in Lomellina fa un appello a tutte le forze politiche.
«Era chiaro da tempo che una serie di forze spingevano per il raddoppio - dice Abbà - nonostante i consigli comunali e quello provinciali si siano schierati contro. Le amministrazioni che volevano il raddoppio si sono mosse entrando, tramite le Asm, nella società Lomellina Energia, titolare dell'impianto di Parona. Il fatto poi, di approvare una decisione simile a metà agosto, la dice lunga. Quando si fanno certe cavolate si cerca di fare in modo che le proteste siano smorzate - dice Abbà -. La gente è in vacanza, avranno pensato in Regione, e l'impatto del provvedimento è attutito».
L'esponente di Rifondazione comunista contesta anche che la decisione del raddoppio non sia stata presa in una sede politica, ma che al Pirellone abbiano fatto firmare la decisione da un dirigente, quello dell'assessorato alle Pubbliche utilità. «Evidentemente c'erano delle opposizioni interne alla giunta, cosi, per cercare di coprire le discrepanze tra i partiti, hanno simulato la decisione come un provvedimento tecnico». Il riferimento ai partiti di centro destra non d'accordo con il raddoppio è alla Lega Nord, che in Lomellina non ha mai fatto mistero di una dura contrarietà.
«Ma qui c'è soprattutto un problema di democrazia - sottolinea Abbà -. DA quello che ricordo il voto contro il raddoppio al consiglio comunale di Vigevano è stato unanime, è nello stesso identico modo è andata in consiglio provinciale. La maggior parte degli altri enti locali in Lomellina e la maggior parte della popolazione è contraria al raddoppio. E allora? Quali conclusioni dobbiamo trarre? Che la Regine ha un assoluto disprezzo della democrazia. E questo è un dato gravissimo».
Abbà, tocca poi il profilo più delicato, quello della salute delle persone. «Secondo me e, soprattuto, secondo autorevoli studiosi la situazione è preoccupante. C'è una produzione che butta in atmosfera particelle che sicuramente non fanno bene alla salute. Per di più, proprio dai lavori della commissione provinciale sulla centrale di Parona, è emerso anche che il monitoraggio è stato ampiamente bypassato: a Mortara la centralina non funzionava, poi è stata spostata, poi ci sono stati altri problemi. In ogni caso, se in un territorio cominciamo a concentrare un inceneritore che poi raddoppia, una centrale termica come vorrebbero fare, un'altra centrale (a Sannazzaro) già esistente, voglio capire fin dove vogliamo andare. A questo punto - conclude Abbà - è necessario urnire tutte le forze e reagire».