Razzi contro i carabinieri, tre i feriti


ROMA. Un attacco al buio, il quarto portato contro le pattuglie della Msu dopo la tregua siglata il 6 agosto. Tre carabinieri sono rimasti feriti la scorsa notte a Nassiriya in uno scontro nella zona sud della città. Colpiti in modo lieve Luigi Massari di Bari, 28 anni, Bruno Azzuni di Bolzano, 40, mentre il palermitano Vincenzo Cuccia (41 anni), il più grave dei tre, è in prognosi riservata.
Ricoverato all'ospedale di Kuwait City, l'appuntato scelto originario di Collesano ha riportato un trauma cranico, lesioni al braccio e, probabilmente, ha perso un mignolo. Le sue condizioni escludono che sia in pericolo di vita.
È stato un doppio agguato, portato avanti nell'arco di 20 minuti. Il primo all'una (ora di Nassiriya). Il convoglio italiano, composto dalla pattuglia dei carabinieri e da quattro mezzi protetti Vm 90 P, stava controllando la zona a Sud della città, quella che in base agli accordi con i guerriglieri di Al Sadr è rimasta sotto sorveglianza italiana. All'improvviso raffiche di kalashnikov e 5 razzi Rpg sono stati sparati nella loro direzione. I militari hanno risposto immediatamente al fuoco. «In modo selettivo e proporzionale», diranno poi dal comando del contingente italiano. Lo scontro, comunque, non ha avuto conseguenze e le pattuglie sono riuscite a disimpegnarsi. Ferito da schegge solo Vincenzo Cuccia che si trovava sulla «ralla», la buca dove è piazzata la mitragliatrice, la più esposta al tiro nemico.
Passati venti minuti, mentre il plotone si dirigeva verso est, il nuovo attacco. Ancora razzi, colpi di armi automatiche. Anche un ordigno (forse una mina) esploso che ha provocato il ribaltamento del mezzo in cui si trovavano i tre carabinieri e il ferimento di Massari e Azzuni. I militari, trasportati all'ospedale di Camp Mittica, la base italiana a Nassiriya, hanno ricevuto le prime cure. L'appuntato Cuccia ha subito un intervento al braccio, dopo essere stato ricoverato nel ben più attrezzato ospedale del Kuwait.
Sulla vicenda ora sarà aperta un'inchiesta da parte della procura di Roma. Per capire chi è l'autore dell'assalto. Il nemico senza volto. Subito esclusa la pista che porta al leader sciita Moqtada Al Sadr e alla sua milizia del Mehdi, il comando italiano è sicuro: a sferrare gli attacchi sono state frange isolate di estremisti. «Cani sciolti» che vogliono mantenere alta la tensione nella cittadina. Gli stessi che dall'11 agosto hanno preso di mira già tre volte i carabinieri in attività di vigilanza nella parte meridionale di Nassiriya. Il generale Corrado Dalzini, comandante della task force italiana in Iraq, aveva avvertito solo tre giorni fa che «i rischi di attacchi sono sempre molto alti».
Nella doppia azione ostile di ieri c'è anche una novità: «È la prima volta che veniamo attaccati in un momento di ripiegamento», segnala il maggiore dei carabinieri Leonardo Albanesi. Ai tre carabinieri è stata espressa la solidarietà dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, mentre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha giudicato gli attacchi contro «i nostri militari di pace particolarmente ingiusti e ingenerosi».

Daniele Sergi