La Lega chiede l'uso della forza per contrastare i clandestini
ROMA.Non è soltanto polemica estiva fra Lega e Polo. La via crucis di tanti disperati dalle coste nord-africane alla Sicilia sta seminando il Mediterraneo di morti. Lo ha ricordato a ferragosto il ministro degli Interni Beppe Pisanu. Negli ultimi anni solo nelle acque territoriali italiane sono stati 1.167 i morti provocati dai tentativi di immigrazione clandestina.
Il problema si farà sempre più drammatico, avverte il ministro che torna anche a chiedere un'azione «massiccia» dell'Europa, anche se quella via mare rappresenta solo il 10 per cento dell'immigrazione clandestina nel nostro Paese. Né può certo bastare l'uso della «forza» che ieri è tornato a invocare il ministro Leghista Roberto Calderoli. Il famoso «contrasto», respingere cioè le bagnarole alla deriva cariche di uomini, donne e bambini, equivarrebbe a condannarli a una morte certa. Lo spiega bene l'ammiraglio Eugenio Sicurezza, comandante delle Capitanerie di porto e della Guardia costiera. «Il contrasto non c'è, non esiste, perché possono farlo soltanto i Paesi da dove i disperati prendono il mare e i Paesi di origine. E perché ormai le carrette del mare sono una pagina superata, che ha lasciato il posto a piccole imbarcazioni al limite della galleggiabilità». Solo quest'anno sono stati 4.500 gli immigrati arrivati a Lampedusa, ma dal 1992 le persone soccorse in mare sono state 70mila.
E l'ammiraglio non ha dubbi. «Come Paese civile non possiamo non farci carico della salvezza di questa gente. È un obbligo giuridico. Ma anche e soprattutto morale. E poi ogni marinaio di questa terra non lascerebbe mai morire gente in mare. Il nostro è un servizio sociale perché quando ci sono persone in difficoltà in mezzo al mare esiste solo una regola: salvarle». L'unica ricetta possibile, per Sicurezza, è dunque una sola: aiutare questa gente a vivere in maniera accettabile anche a casa propria.
Di tutt'altro parere Calderoli, che torna sull'argomento con una nota sostenendo che l'uso della forza è previsto dalla legge Bossi-Fini e che dunque lui non chiede altro che l'applicazione della legge. «La legge è legge - sottolinea - e la si deve applicare, che piaccia o non piaccia». E nel mirino del ministro leghista sembra esserci proprio il capo della Guardia costiera. «Posso capire l'ignoranza di alcuni politici e di alcuni giornalisti - conclude infatti - meno accettabile è quella di alcuni operatori del settore che scambiano il contrasto all'immigrazione clandestina con la Croce rossa». In evidente polemica con Pisanu, Calderoli torna invece a chiedere un Commissario straordinario per l'immigrazione. A fronte di un «apparente calo degli sbarchi - accusa infatti - si tiene nascosto il numero dei ritrovamenti, che invece è in aumento e testimonia che, al riparo da occhi indiscreti, in una maniera o nell'altra, i ritrovati sono entrati». (a.p.)