Le tragedie di ieri e di oggi
VIGEVANO.Il Titanic e il ricordo del passato nel valore del presente. Oggi nel mio diario desidero annotare dati inerenti una grande tragedia del passato da me ricordata dopo la visione di un documentario che ha risvegliato ricordi sopiti del giorno in cui avvenne l'incidente che causò la mia attuale disabilità motoria. In questo documentario sono stati mostrati da scienziati americani degli studi con la finalità di capire con precisione quanto è accaduto in quel tragico frangente e in contemporanea ho avuto la visione di ansie e riflessioni provate nel giorno del mio incidente, sensazioni che pensavo perse, ma in realtà erano conservate nei meandri della mia mente.
Nel contempo alla visione del documentario ho rivissuto il passato di quel tempo e il passato del mio tempo: il mio nuovo essere ha anche potuto confrontare diversi particolari evidenziando la mia grande fortuna nella sfortuna.
Tornando a parlare del Titanic questa nave fu realizzata in Gran Bretagna e venne varata il 10 aprile del 1912: con i suoi 370 metri di lunghezza, 38 metri di larghezza e una stazza di 45.000 tonnellate appariva inaffondabile ma dei 2.600 passeggieri solo 780 si salvarono in seguito alla tragedia che avvenne in quella prima e unica crociera. Desidero evidenziare il paragone con i sopravvissuti del naufragio del Titanic con il mio essere sopravissuto ad un dramma del nostro tempo. Il mio cuore piangeva nel vedere i frammenti recuperati del Titanic con il pensiero che io del mio furgone (ottenuto in seguito a numerosi sacrifici e distrutto dal tubo di 80 quintali che vi era caduto sopra) non ho potuto recuperare niente. Anche se disabile mi sono accorto del paradosso del mio pensiero considerando che io ho avuto la fortuna di poter lottare nel tentativo di recuperare quanto è possibile del mio corpo e della mia vita.
E' stato davvero incredibile per me ricordare i numerosi particolari del giorno del mio incidente: le sensazioni, i pensieri e le paure nel veder sopraggiungere di fronte a me il Tir che trasportava il tubo che in seguito mi cadde addosso.
Ho ripercepito lo choc del mio sistema vitale e il buio con luce del coma profondo nel quale restai per 44 giorni. Anche se felice di essere vivo piango di cuore per le sfortunate vittime di quella tragedia del passato e per le vittime delle numerose tragedie del presente.
Gianluca Castelbuono