Spuntino troppo caro se ci va di mezzo la salute
MILANO. Un gelato per rinfrescare il palato, un piatto di pesce per stare leggeri o una fetta di cocomero da gustare nelle calde sere d'agosto. Sotto la cappa ferragostana si cerca refrigerio e un po' di relax anche a tavola. Ma lo spuntino, il pasto frugale in riva alla spiaggia o seduti al bar in città, può essere pericoloso. Anche la bibita gassata o la bottiglia d'acqua mascherano insidie che mettono in subbuglio stomaco e intestino.
Il caldo è nemico dei cibi freschi e se la conservazione degli alimenti non è a regola allora i guai sono garantiti.
E' recente la polemica scoppiata a Milano sulle fette di anguria vendute dagli ambulanti senza rispettare le regole igieniche imposte dalla legge. Con il risultato che la rabbia degli ambulanti è diventata bollente e ai milanesi rimasti a «cuocere» tra le vie deserte non resta che guardare con sospetto la fresca fetta di cocomero oramai proibita. «Andremo a protestare dal sindaco. Possono multarci, sequestrarci i tavoli, denunciarci, ma abbiamo già sborsato migliaia di euro per poter vendere angurie e non accettiamo che ci revochino la licenza solo perché non abbiamo i lavandini per far sciacquare le mani ai clienti», sbraita nervoso Michele Pellegrino, titolare del chiosco in piazzale Brescia, uno dei tre venditori ai quali il Comune ha revocato la licenza.
Ma l'Azienda sanitaria milanese non ci sta a indossare i panni del cattivo: «Non siamo noi ad aver decretato la chiusura dei chioschi di cocomeri - ha detto Savina Bordoni, direttore sanitario dell'Asl - il nostro compito è solo quello di tutelare la salute dei cittadini».
Già, la salute dei cittadini che, non solo a Milano, ora guardano con sospetto ogni chioschetto di bibite, frutta e panini. I cibi infatti vanno conservati, in estate più che mai, con cura particolare, alla giusta temperatura per evitare il proliferare dei batteri; anche perché, come risulta da uno studio pubblicato su «Emerging infectious diseases». molti batteri hanno mostrato una certa resistenza agli antibiotici. Fra questi spicca in particolare la salmonella, sempre in agguato nei cibi preparati con uova crude e mal conservati.
«E' buona norma dunque prevenire queste intossicazioni alimentari - dicono i responsabili del Codacons, l'associazione di consumatori - evitando di scegliere i cibi conditi con salse tipo maionese, dolci preparati con uova crude o qualsiasi altro piatto 'sospetto" che non siano stati conservati in maniera adeguata». E il ministero della Salute ha da tempo varato una direttiva per il controllo ufficiale sui prodotti alimentari adeguandola a quella in vigore nei Paesi dell'Unione Europea.
Ma divieti e sanzioni non sembrano in grado di bloccare i soliti furbi che propinano cibi e bevande pericolosi per la salute. Sono ben noti, infatti, i casi di disturbi intestinali causati da alimenti contaminati da microrganismi, le cosiddette infezioni, o da sostanze tossiche prodotte dagli stessi microrganismi. Il problema è spesso sottovalutato, ma l'ampiezza del fenomemo è tale che secondo i dati del Codacons si stimano circa 100 mila casi all'anno. Insomma, in molti ristoranti, bar o chioschi, sulle spiagge o nelle baite non si prendono le precauzioni necessarie e non si osservano scrupolosamente le norme igieniche. Per questo il Codacons ha chiesto ai Nas di effettuare ispezioni a tappeto in tutta Italia, con particolare riferimento alle principali località turistiche.
L'ultimo intervento del Codacons porta la data del 28 luglio scorso, quando è arrivata una segnalazione da un villaggio turistico di Baia di Conte, ad Alghero: tra gli ospiti del villaggio, si sono verificati 18 casi di disturbi gastrointestinali. Per non parlare di una signora in vacanza a Formentera, ospite di un albergo, la quale ha recentemente scritto all'associazione consumatori una lettera inquietante nella quale descrive le camere infestate da formiche e scarafaggi. La signora ha accusato nausea e dolori addominali. Il medico del pronto soccorso le ha diagnosticato una gastroenterite mettendola quindi a dieta: «Riso in bianco e patate bollite».